Vibo, Policaro e Miceli: «Grave assenza di iniziative culturali»

I due consiglieri comunali sollecitano una maggiore attività e lodano l’associazione Valentia: «Giovani che interpretano al meglio lo spirito associativo»
I due consiglieri comunali sollecitano una maggiore attività e lodano l’associazione Valentia: «Giovani che interpretano al meglio lo spirito associativo»
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Gli eventi culturali, quando ci sono, sono estremamente partecipati dalla cittadinanza. Segno che tra i vibonesi c’è fame di cultura e di svago, di momenti di intrattenimento che non siano una semplice tarantella. A pensarla così anche i consiglieri comunali d’opposizione Marco Miceli e Giuseppe Policaro, che in una nota lamentano proprio «la grave e perdurante carenza di eventi a sfondo culturale». I due portano come esempio manifestazioni come Vicoli diVini, il festival Leggere scrivere e Valentia in festa, che riscuotono grande successo.

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«Questo è indice dell’importanza di tutte le iniziative che, offrendo stimoli all’arricchimento culturale, diventano, al contempo, occasioni di svago e compartecipazione alla vita sociale e politica della città, favorendo la coesione sociale che, naturalmente, è stimolata dagli eventi che consentono di riunire gente di ogni età». Un plauso particolare va «all’associazione Valentia, composta da tantissimi giovani volenterosi, per aver organizzato quattro giornate dedicate alla cultura ed al dibattito, cui hanno partecipato famosi artisti e che si è anche resa protagonista di un gesto di solidarietà esemplare, donando un defibrillatore al centro commerciale Vibo Center. Tali ragazzi vibonesi – prosegue la nota di Policaro e Miceli – interpretano al meglio il significato di associazionismo e con speranza e orgoglio li incoraggiamo affinché continuino senza sosta a dare il loro contributo per migliorare il nostro territorio. Si auspica che iniziative analoghe siano quanto più possibile incentivate e che l’amministrazione si impegni con ogni mezzo utile a coadiuvare coloro i quali le promuovono sostenendo e distinguendo l’associazionismo interpretato in maniera autentica da quello promosso unicamente in stile aulico e distorto».