Museo a cielo aperto a Zambrone, al via il bando

Si chiamerà “Calabria al femminile” e sorgerà in piazza VIII marzo per esaltare il ruolo delle donne
Si chiamerà “Calabria al femminile” e sorgerà in piazza VIII marzo per esaltare il ruolo delle donne
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Verrà presentato questa sera nel Centro servizi sociali di Zambrone il bando che spalanca le porte alla creazione di un Museo a cielo aperto denominato Calabria al femminile da posizionarsi in Piazza VIII Marzo di Zambrone capoluogo. Al bando sarà data massima diffusione, specie utilizzando i canali delle Accademie delle Belle Arti. Di cosa si tratta? A Zambrone esiste, già dagli anni Ottanta, la Piazza 8 Marzo. Più precisamente, con deliberazione del 6 marzo 1988 N. 29 il consiglio comunale presieduto dal compianto sindaco Salvatore L’Andolina dedicò alle donne la piazza di nuova creazione, con la quale venne definitivamente superato il vecchio assetto urbanistico del centro abitato che registrava le baracche ricostruite dopo il terremoto del 1905. Ciò avvenne sulla base della seguente motivazione: “…è opportuno dare alla piazza la denominazione di Piazza 8 Marzo, volendo con ciò degnamente ricordare ed esaltare il ruolo delle donne nella storia della nostra comunità e del Paese, come fattore produttore di progresso e promotore di valori sempre attuali e ricchi di umanità”.

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Quell’idea sarà perfezionata con la realizzazione di quello che costituirà il primo museo realizzato nella cittadina tirrenica. Un museo a cielo aperto che prevede la realizzazione di dodici statue dedicate ad altrettante figure radicate nella storia calabrese. Solo una rappresenterà il presente e il futuro delle donne. Per la realizzazione di tale progetto è stata proposta già istanza di partecipazione al bando regionale sulla “Valorizzazione del sistema dei beni culturali e ambientali” (annualità 2019. Azione 1. Tipologia 1.3: “Eventi non storicizzati”) con delibera di giunta municipale 146/2019. Con quest’ultima delibera è stata nominata la commissione giudicatrice composta da: Anna Collia, Giuseppe Lonetti (presidente), Maria Teresa Marzano, Ulderico Nisticò, Letizia Paonessa,

Le figure immortalate saranno: contadina zambronese (lavoro, orgoglio, dignità e identità), Nosside (poetessa – IV secolo a.C.); Giuditta di Evreux (la contessa combattiva – XI secolo), Enrichetta Ruffo (una nobildonna fra avventura, guerre e amore – XV secolo), Diana Recco (vindice del territorio oppresso – XVI secolo), Carmela Borelli (la maternità eroica – XX secolo), Giuditta Levato (sindacalista e martire del lavoro – XX secolo), Virginia Cundari (sindaco e maestra – XX secolo), Natuzza Evolo (mistica – XX secolo), Gianna Maria Canale (la bellezza – XX secolo), Mia Martini (l’artista – XX secolo), Donna, fra presente e futuro (quella metà del cielo).