Vibo, cittadini e associazioni tornano nel sito del Cofino

Indetta una manifestazione per riaccendere i riflettori sull’importante area archeologica. A due anni dai danneggiamenti, un grande tratto di mura è ancora senza protezione
Indetta una manifestazione per riaccendere i riflettori sull’importante area archeologica. A due anni dai danneggiamenti, un grande tratto di mura è ancora senza protezione
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«Esattamente due anni fa, a due giorni dalla chiusura del cantiere dei lavori nel sito archeologico del Cofino a Vibo Valentia, venivano danneggiati, da ignoti, i teli che ricoprivano le fondazioni del tempio ionico restaurate nei mesi di ottobre 2017-gennaio 2018, a costo di grandi sacrifici da parte degli operatori, archeologi, tecnici, maestranze tutte. Si diceva da ignoti poiché fino a qualche giorno fa non si conoscevano le motivazioni che avevano spinto qualcuno a perpetrare il danneggiamento. Nell’immediatezza dell’evento, tutta la cittadinanza, le maggiori associazioni, singoli cittadini, avevano stigmatizzato l’evento e si erano recati al cantiere per manifestare, richiamati dal direttore del Sistema bibliotecario Gilberto Floriani, il proprio dissenso nei confronti di tale gesto. Oggi grazie all’inchiesta della Procura antimafia di Catanzaro Rinascita-Scott comincia a farsi luce sull’episodio. I tagli inferti al grande telo che ricopriva i resti del tempio, dopo due anni, si sono allargati a dismisura fino a scoprire tutta una grande campata, lasciando priva di protezione un grande tratto delle mura di fondazione».

È quanto riferisce in una nota il comitato civico istituito un anno fa, per onorare i 50 anni del Museo archeologico, da Maria d’Andrea e Gilberto Floriani, che ha deciso di continuare ad operare anche nel 2020 «affinché cultura, beni culturali, aree archeologiche e monumenti possano essere sempre al centro dell’attenzione di tutti i cittadini». Quindi, esattamente due anni dopo, il comitato torna a riunire, ancora una volta, nel sito del Cofino, dalle 10.30 in poi di domenica 12 gennaio, «tutti coloro i quali hanno voglia di vedere con i propri occhi e toccare con mano, gli ingenti danni, non solo materiali, perpetrati alla struttura, al sito, ai cittadini perbene che avrebbero il diritto di fruire della bellezza dell’area».

«Sono pertanto invitate le associazioni, i politici, gli amministratori, i cittadini, insomma, quanti hanno a cuore le bellezze della nostra città – prosegue la nota – e si augurano di poter scegliere liberamente di frequentare i siti, per una tutela più attiva, più sociale, più partecipata». Hanno già dato la propria adesione e, quindi saranno presenti domenica 12 gennaio, il sindaco Maria Limardo, Fabrizio Sudano funzionario Soprintendenza Archeologia Reggio Calabria e Vibo Valentia, la senatrice Margherita Corrado archeologa e membro della settima commissione permanente, Istruzione pubblica e beni culturali, e membro commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e altre associazioni criminali.

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