martedì,Settembre 28 2021

Busto romano negli Usa per 8 anni, Corrado (M5S): «Danno alla comunità vibonese»

Il reperto, stimato 2 milioni di euro, rientrerà al Museo Capialbi il 20 marzo. La senatrice: «Ministero troppo accondiscendente sulla proroga del prestito»

Busto romano negli Usa per 8 anni, Corrado (M5S): «Danno alla comunità vibonese»
Il busto di epoca romana (foto Manuel Zinnà/Gennaro Pesce)

«Torno sul tema dell’atteso rientro a Vibo del busto-ritratto femminile del I secolo dato in prestito al Princeton University Art Museum l’8 ottobre del 2012, e rimasto negli Usa quasi 8 anni, per precisare che il reperto sarà consegnato al Museo Capialbi il 10 marzo prossimo, in attesa di essere ricollocato in esposizione. L’informazione è contenuta nei documenti che la Direzione generale musei mi ha trasmesso rispondendo alla richiesta di visionare gli atti relativi alla vicenda».

Otto anni negli Usa, torna a Vibo il busto femminile in basanite

Ad affermarlo è la senatrice del movimento cinque stelle e archeologa Margherita Corrado che ha recentemente inviato una richiesta di accesso agli atti al ministero relativamente al prestito di lungo periodo del prezioso reperto. «A monte – spiega la senatrice – c’è l’accordo ventennale Italia-Usa del giugno 2007; un accordo a carattere confidenziale, quindi non reso pubblico, che tra l’altro garantisce al prestigioso istituto statunitense prestiti di media e lunga durata allo scopo di promuovere la conoscenza del patrimonio culturale italiano oltreoceano e, soprattutto, di agevolare gli obiettivi culturali del museo».

Nel caso del busto in basanite rinvenuto in una villa romana del territorio vibonese, tuttavia, il prestito si sarebbe prolungato oltre il dovuto. «Dopo i canonici 4 anni, il rientro della scultura, stimata 2 milioni di euro, è stato più volte sollecitato a Roma dai cittadini del territorio e dagli uffici periferici del MiBact in esso allocati, Soprintendenza prima e Polo Museale poi. Al “ministero di Franceschini”, però, sembra si siano voluti assecondare prioritariamente i desideri degli americani, che ad ottobre 2016 chiedevano (per quello vibonese e altri 3 reperti, prestati dal Mann) la proroga di un anno o più, e nell’estate del 2017 un prolungamento di 3 anni, tacitamente concesso a giudicare dai fatti. Così, la richiesta di restituzione inoltrata dalla stessa Direzione generale musei a giugno 2016 è stata accolta, di fatto, solo ad agosto 2019, dopo l’ennesima e più perentoria sollecitazione. Il solito pressappochismo italico, si dirà, o la consueta accondiscendenza nei confronti dei grandi musei esteri, ma è la comunità vibonese ad averne fatte le spese. Fa specie che, volendo inviare negli Usa un esempio di scultura romana, si sia deciso di attingere ad un museo di Magna Grecia, che ad un pezzo di quella qualità, trovato in loco, assegna un valore identitario, invece che pescare nei depositi dei musei dell’Urbe, dove le opere analoghe sono migliaia».

Reperto trafugato? No, era stato dato in prestito. Polemica al museo

top