Normanni in Calabria, Raiuno dimentica Mileto e il sindaco scrive al conduttore

Puntata di “Paesi che vai” oggi in onda sul principale canale nazionale che però non cita la cittadina in provincia di Vibo già capitale della contea di Ruggero I d’Altavilla
Puntata di “Paesi che vai” oggi in onda sul principale canale nazionale che però non cita la cittadina in provincia di Vibo già capitale della contea di Ruggero I d’Altavilla
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Re Ruggero II d'Altavilla
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C’è dispiacere e amarezza a Mileto per la puntata odierna della trasmissione di Raiuno “Paesi che vai”, dedicata alla presenza dei normanni in Calabria. Un appuntamento in cui non è stata nemmeno menzionata la città in quell’epoca assurta da Ruggero I d’Altavilla a capitale della propria contea. Ad esternare questi sentimenti e a chiedere le dovute precisazioni a nome della cittadinanza, è stato poco fa il sindaco Salvatore Fortunato Giordano, con un post inviato al conduttore e ideatore del programma Livio Leonardi, il quale nella puntata si è soffermato quasi esclusivamente sulla figura di Federico II, lo “stupor mundi”.

“È stata una bella trasmissione culturale – sottolinea il primo cittadino di Mileto – ma in essa, ahimè, è mancato il dovuto riferimento alla nostra città. Le origini di Mileto, pur ricondotte dallo storico Barrio al periodo greco, sono verosimilmente da riportarsi all’epoca bizantina, quando la città, conquistata dai normanni, divenne capitale della contea di Ruggero I. Qui nacque e fu battezzato, nella chiesetta di San Martino, il figlio Ruggero II, poi incoronato a Palermo re del Regno di Sicilia e Calabria. Praticamente – aggiunge – Federico II ha origini normanne e miletesi, e non menzionare nemmeno minimamente la nostra città è stato come tracciare una cicatrice su un bel volto”. A conferma delle proprie ragioni, il sindaco Giordano cita i tanti studi normanni che trattano Mileto, del resto “facilmente consultabili”. Inoltre, ricorda che – a testimonianza di tutto ciò – sul territorio persistono ancora oggi “quanto esposto nel locale Museo statale e i resti e le rovine della vecchia città, rasa al suolo dal terribile terremoto del 1783”. [Continua]

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Statua di Ruggero a Mileto

Tra i ruderi presenti, anche quelli dell’antica abbazia della Santissima Trinità “dove fino al predetto terremoto era custodito il sarcofago di Ruggero I, ora a Napoli, che speriamo di poter riportare”. A seguire, il primo cittadino comunica al conduttore Rai che, nei giorni scorsi, la sua giunta ha anche approvato, “insieme a Regione Calabria, Mibact e al Demanio, un progetto per l’istituzione di un Centro studi normanni”, con l’obiettivo dichiarato “di ridare la giusta centralità a Mileto nella storia dei Normanni, oggi dimenticata, come dimostra anche il suo programma di oggi, per il resto ben fatto. Mi auguro si sia trattato solo di una “svista” – prosegue il primo cittadino – o magari del poco tempo a disposizione per approfondire gli argomenti, così come del resto colgo dalle sue stesse affermazioni finali: “Il racconto per oggi finisce qui…”, che portano a pensare che ci sarà un seguito”. Il post si conclude con l’invito a visitare Mileto, rivolto a Leonardi, in modo “da poter approfondire la figura di Ruggero I Il Gran Conte, padre di Ruggero II, fratello di Roberto il Guiscardo, vero protagonista della nascita del Regno di Sicilia e del processo di rilatinizzazione del Meridione d’Italia, conseguiti con una politica moderata e di mediazione”.