Il 2 febbraio è un giorno carico di significati anche nel Vibonese. Da un lato le cerimonie religiose con l’accensione delle candele, dall’altro le credenze secondo le quali si può capire quanto durerà ancora la stagione fredda
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Il 2 febbraio, in Calabria, è una data che segna un passaggio. La Candelora, festa della Presentazione di Gesù al Tempio, conserva un significato profondamente religioso, ma nel tempo ha assunto anche un valore simbolico legato al ciclo delle stagioni. Nelle chiese si benedicono le candele, segno di luce e protezione, mentre fuori dai riti liturgici prende forma una tradizione popolare che prova a “interrogare” il cielo per capire quanto durerà ancora l’inverno.
La candela benedetta non è soltanto un oggetto devozionale: entra nelle case, viene custodita e accesa nei momenti di difficoltà, durante i temporali o nelle situazioni ritenute delicate. È un gesto semplice, tramandato di generazione in generazione, che racconta il bisogno di affidamento e di continuità, soprattutto nei mesi più duri dell’anno.
Proverbi e previsioni: l’inverno sotto osservazione
Accanto alla dimensione religiosa, la Candelora è da sempre associata ai proverbi. In Calabria se ne contano molti, spesso in dialetto, e non sempre concordi. Il senso, però, è chiaro: il 2 febbraio diventa uno spartiacque simbolico. Se il tempo è buono, secondo la saggezza popolare, l’inverno potrebbe essere ancora lungo; se piove o tira vento, la primavera potrebbe avvicinarsi prima del previsto. Un gioco di contrasti che riflette l’incertezza del clima e l’attesa di giornate più miti, con il ricorrente riferimento ai quaranta giorni che tornano come misura del tempo che resta.
Il Vibonese: una tradizione che resta comunità
Nel Vibonese la Candelora mantiene un carattere fortemente comunitario. A Vibo Valentia, in particolare nella chiesa del SS. Rosario, la benedizione delle candele è accompagnata da momenti confraternali che rinsaldano il legame tra fede e identità locale. In diversi centri della provincia la ricorrenza è preceduta da giornate di preparazione e seguita da processioni che attraversano le vie del paese, con le candele accese come segno visibile di partecipazione collettiva. A San Nicola Da Crissa, oltre alla tradizionale benedizione delle candele, si svolge infatti la processione dalla chiesa del Rosario a quella matrice con le sacre effigi di Gesù e della Madonna. Qui si tiene il rito della presentazione del Bambinello a Simeone. Intensi momenti di fede anche a Pizzo dove nel pomeriggio (dalle 16.00), nella chiesa di San Sebastiano, si terrà la benedizione delle candele e a seguire messa e processione di Gesù Bambino.
A Tropea la Candelora è un appuntamento riconosciuto del calendario religioso, spesso intrecciato con la Giornata della vita consacrata. Qui la celebrazione assume un tono più raccolto, ma non meno significativo, e conferma come la festa resti viva non solo nei riti, ma anche nella memoria condivisa delle comunità. Celebrazioni liturgiche in programma in diversi paesi del Vibonese.
Dalla Calabria agli Stati Uniti: il filo che porta alla marmotta
A migliaia di chilometri di distanza, sempre il 2 febbraio, negli Stati Uniti si celebra il Groundhog Day, il Giorno della Marmotta, che richiama le credenze legate alla fine delal stagione fredda. Nella cittadina di Punxsutawney, una marmotta “interroga” l’inverno: se uscendo dalla tana vede la propria ombra (quindi c’è il sole), il freddo durerà ancora; se non la vede, la primavera è vicina. Una tradizione divenuta spettacolo mediatico, ma che affonda le sue radici in usanze europee legate proprio alla Candelora.
Il parallelismo è evidente. In Calabria il responso arriva dai proverbi e dall’osservazione del cielo; negli Stati Uniti da un animale simbolico e da una cerimonia codificata. Cambiano i protagonisti, ma il bisogno è lo stesso: dare un senso condiviso all’attesa del cambio di stagione, trasformando l’incertezza del clima in racconto collettivo.
Un rito che resiste al tempo
Che sia una candela benedetta portata a casa o l’ombra di una marmotta osservata all’alba, la Candelora e il Giorno della Marmotta raccontano la stessa esigenza umana: guardare avanti, provare a capire quando finirà l’inverno e, soprattutto, farlo insieme. Nel Vibonese come in America, il 2 febbraio resta così una data sospesa tra fede, tradizione e speranza di luce.

