Fede come preghiera e religione, ma anche come identità territoriale e cultura storica. Perché il filo conduttore che unisce entrambe le prospettive è tanto sottile quanto fondamentale per ripercorrere la colonna vertebrale di quella storia religiosa che pochi conoscono ma, allo stesso tempo, madre di ciò che oggi si venera.
Il territorio di Soriano Calabro è sempre stato un paese di grande fede, alimentata con convinzione e profonda devozione. A tal proposito assume rilievi di grande caratura storia, culturale e religiosa l'incontro avvenuto sabato pomeriggio, all'interno della sala "Padre Domenico Barilaro" situata nel Santuario di San Domenico, denominato "Augusta Regina delle Vittorie".

Il tavolo dei presenti

A moderare l'evento è stata Anna Rotundo (docente e saggista del centro studi Theatokos). Presenti anche Sergio Cannatelli (sindaco di Sorianello) e Vitaliano Papillo (presidente Gal Terre Vibonesi) che sono intervenuti appena prima del confronto. Significativo anche l'intervento di Domenico Margiotta, priore della Confraternita di Gesù e Maria Santissima del Rosario.
Il tavolo invece è stato presieduto a padre Rosario Licciardello (rettore del Santuario domenicano in Soriano), Antonio Caroleo (consigliere Confederazione Confraternite diocesi d'Italia) e dal professor Martino Michele Battaglia.

I saluti istituzionali

Prima del confronto a intervenire è stato prima il sindaco di Sorianello, Sergio Cannatelli, e Vitalia Papillo presidente Gal Terre Vibonesi. Ecco innanzitutto le parole del primo cittadino: «Per me innanzitutto è un piacere portare i saluti della mia comunità, anche da parte di tutto il territorio del parco delle Serre. Questa iniziativa non è casuale, soprattutto all'interno di questo splendido Santuario dalle profonde radici di cultura e identità ma, soprattutto, di fede e spiritualità. Questo incontro è volto soprattutto per acclarare anche come il culto mariano non sia personale e privato ma sia un patrimonio collettivo, basti pensare a tutte le comunità nei momenti di festa e di gioia ma anche nelle sfide severe nel corso dei secoli. La nostra è una comunità molto mariana e lo si vede nei vari eventi religiosi molto sentiti».
Significativa anche la presenza del già menzionato Papillo: «Il Gal è stato chiamato a stare vicino a questa iniziativa. Noi infatti entriamo in ballo concentrandoci sugli itinerari. In questo marchio territoriale di qualità abbiamo inserito, in maniera chiara quanto importante, la nostra impronta per fruire delle potenzialità del nostro territorio e del suo patrimonio immenso. Attraverso il nostro marchio di qualità, tenteremo di valorizzare questi patrimoni in maniera ordinata anche attraverso i servizi che spesso mancano. E la via della fede per noi è un punto di partenza alquanto significativo, vogliamo partire infatti da San Bruno e da mamma Natuzza».

L'intervento del priore

Un viaggio secolare che ha portato ai giorni nostri ma fatto, come detto, di fede e preghiera. Attore principale di tutto ciò è la già menzionata Confraternita della quale è priore Domenico Margiotta che si espone così: «L'impegno che ci distingue da sempre, ovvero quello di operare con spirito di venerazione, è una conferma della divulgazione della fede per la Vergine Maria a noi tanto cara e dalla forte tradizione religiosa nella nostra comunità, dando continuità alla nostra storia confraternale che ha avuto vita corca nel 1640. A questo proposito sottolineo che noi siamo memori dei Confratelli fondatori che ci hanno insegnato ad amare la Madonna perseguendo il loro esempio con cuore semplice. La nostra Confraternita mantiene sempre un ruolo attivo e propositivo e affidarsi a lei, per noi, è un esigenza di vita e rappresenta il ponte perfetto tra noi e Dio. per noi inoltre è un privilegio che la Madonna abbia scelto Soriano per posare il suo dono, rendendo il nostro territorio famoso in tutto il mondo».

Le conclusioni di Battaglia

Dopo gli eloquenti interventi da parte di padre Rosario Licciardello (rettore del Santuario domenicano in Soriano) e Antonio Caroleo (consigliere Confederazione Confraternite diocesi d'Italia) l'evento si è chiuso con le conclusioni storiche, filosofiche e religiose del professor Martino Battaglia luminare di questo ambito e tra i maggiori studiosi del processo storico-religioso di Soriano: «Prima della fondamentale battaglia di Lepanto c'è qualcos'altro, ecco perché è chiamata Regina delle Vittorie e non della Vittoria, al singolare. La leggenda infatti narra che, intorno al 1060, Papa Niccolò II donò a Ruggero il Normanno un vessillo della Madonna delle Vittorie. Lo stesso Pontefice affermò poi che quella stessa icona bizantina li avrebbe portati al successo in Sicilia e così fu. Tutt'ora viene festeggiata come padrona della Vittoria e anche in Calabria abbiamo una chiesa dedicata alla Madonna della Vittoria, a Staiti. Nel 1600 a Soriano il primo a creare una Confraternita del Rosario fu Alano della rupe (domenicano bretone), e da lì la divulgazione delle confraternite fino a oggi.