giovedì,Luglio 29 2021

Crisi commercio, Antonella Petracca (Federmoda-Vibo): «Sindaco, non ci abbandoni»

La dirigente provinciale interviene sul difficile momento che attraversa il settore. E spiega: «Il nostro vuole essere un ennesimo invito al confronto, leale, onesto e concreto, motivato dalla stessa matrice di intenti: fare bene per il bene del nostro territorio»

Crisi commercio, Antonella Petracca (Federmoda-Vibo): «Sindaco, non ci abbandoni»
Una panoramica di Vibo Valentia
Antonella Petracca (Federmoda)

«C’è un silenzio assordante. Abbiamo scritto anche una lettera aperta al sindaco per denunciare la situazione economica in cui versa il commercio in città. E poi tavoli tecnici richiesti e mai accolti. Tutto finisce nel silenzio, in barba alla democrazia, all’ascolto ed al confronto». Sono parole durissime quelle che Antonella Petracca, responsabile provinciale di Federmoda, rivolge all’amministrazione comunale di Vibo Valentia. L’interessata interviene sul difficilissimo momento che sta attraversando il commercio nel capoluogo (di cui abbiamo avuto modo di scrivere nei giorni scorsi) e fa una analisi impietosa dello stato dell’arte. Entra nei dettagli dei problemi della categoria, li ricorda uno per uno. Lancia chiari inviti a sostenere il settore e accorati appelli a chi oggi amministra la cosa pubblica in questa città a non abbandonare i commercianti.[Continua in basso]

il sindaco Maria Limardo

«Federmoda – aggiunge dunque la Petracca – vuole avere una visione ottimista, ne stiamo venendo fuori, meno contagi, più vaccini.  Da qui la forza, l’orgoglio dei commercianti di rialzarsi con dignità. Da soli e con il volere semplicemente rivendicare il diritto al lavoro. Non ci si aspetta nulla dallo Stato, dalla Regione e tanto meno dal Comune, che tanto ci chiedono, promettono tantissimo per poi nel silenzio vanificare ogni cosa. Siamo stati lasciati soli», denuncia con forza la Petracca, la quale ricorda che il sindaco del capoluogo Maria Limardo «non ha inteso raccogliere alcun invito al dialogo, a fare squadra, non ha voluto comprendere la grave crisi che in modo silente ci ha divorato l’anima, saccheggiandoci del nostro futuro, dei nostri sogni, dei nostri progetti».

La dirigente di Federmoda fa, quindi, presente che la pandemia «ha fatto tremare le corde dell’anima perché non sapevamo se saremmo riusciti a mettere assieme il pranzo con la cena, chiusure ad intermittenza aggravate ancora di più dal cappio delle tasse: ben 144 in scadenza a giugno e con il valzer dei possibili rinvii. Cartelle esattoriali bloccate da marzo 2020 in scadenza al 30 giugno, da pagarsi entro il 2 agosto. E poi – elenca sempre la Petracca – i tributi comunali, senza considerare la Tari che in un momento inedito della pandemia si è deciso di anticipare chiedendone il 70 per cento subito. A questo concorrono le utenze, gli assegni in scadenza, nulla si procaccia per noi se non – viene osservato – qualche timido intervento per poi ghigliottinarci con l’ultima trovata bancaria: basta sconfinare di pochi euro per vedersi iscritti nel libro nero che ne consegue l’esclusione da qualsiasi beneficio ed accesso al credito bancario». [Continua in basso]

Detto questo, la Petracca pone una serie di domande ai rappresentanti delle istituzioni, «a chi – precisa  – ci amministra: hanno mai fatto una passeggiata per la città per comprendere gli effettivi bisogni economici commerciali? Si sono mai chiesti quante sono le attività che hanno chiuso? Quante quelle che chiuderanno? Quante quelle che non riusciranno a riaprire?  Il commerciante va protetto – ammonisce la responsabile – Il benessere del singolo è il benessere della collettività». 

L’ingresso del grande magazzino dell’Oviesse su corso Vittorio oramai chiuso da tempo

Federmoda già nel 2019 ha invitato il sindaco ad accendere un faro sulla situazione economica commerciale «in quanto – riferisce in merito la Petracca – siamo convinti che serva un piano commerciale serio, concreto. Federmoda ha sempre denunciato l’assenza di utenza.  I giovani vanno via.  Da qui, la proposta della categoria di istituire Poli universitari e fare della nostra amata città un polo di attrattiva turistica. Il turismo deve divenire fonte della nostra economia. Puntiamo allora su questo. Diamo il via alle Università del gusto, formiamo i nostri ragazzi qui e sempre qui facciamoli lavorare. Urgono progetti di promozione e attrattività delle aree e del contesto urbano».

Avviandosi alla conclusione, la dirigente provinciale chiarisce che «quello di Federmoda vuole essere un ennesimo invito al confronto, leale, onesto e concreto, motivato dalla stessa matrice di intenti: vale a dire fare bene per il bene del nostro territorio. Federmoda tutela i suoi associati fermamente e non si arrende. Auspichiamo quindi di percorrere assieme all’amministrazione un percorso di progettualità a lungo termine. Diversamente, e irrimediabilmente – annota la Petracca – ci si troverà a percorrere due strade parallele. Federmoda dal primo giorno dell’insediamento dell’amministrazione Limardo è sempre stata presente, prontamente e puntualmente propositiva collaborativa.  Chiediamo quindi di scendere nello stesso campo, a giocare la stessa partita per uscirne vittoriosi. A vincere sarà il nostro territorio.  I commercianti vanno avanti a testa alta e scommettono su se stessi, forti dell’auspicio che questa brutta bestia pandemica ci stia pian piano lasciando,  ma serve – questo l’accorato appello finale della Petracca – che il sindaco non ci abbandoni e che in tutta democrazia è confronto si accosti alle reali esigenze dei commercianti vibonesi».

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