Cinghiali e danni alle colture, agricoltori in piazza a Maierato

Il Comitato per la difesa e la dignità dell’agricoltura consegnerà simbolicamente le sementi ai sindaci del comprensorio e rivolgerà l’ennesimo appello alla Regione

Il Comitato per la difesa e la dignità dell’agricoltura consegnerà simbolicamente le sementi ai sindaci del comprensorio e rivolgerà l’ennesimo appello alla Regione

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Fateci seminare! Basta cinghiali che devastano le colture agricole. Subito politiche sostenibili di gestione della fauna selvatica”. E’ questo il titolo con cui la partecipata assemblea del Comitato per la difesa della dignità dell’agricoltura del comprensorio di Maierato ha indetto ufficialmente una manifestazione di “protesta e di proposta” in piazza Cavour, a Maierato, il 31 agosto alle ore 20.30. «La manifestazione – si legge in una nota – è conseguente all’accertamento dei tantissimi danni apportati dai cinghiali alle colture primaverili-estive, in un territorio agricolo non vocato per la specie». L’assemblea ha deliberato inoltre un programma di incontri con i sindaci del comprensorio e le organizzazioni agricole e civili, che saranno invitati ufficialmente a presenziare alla manifestazione. Proprio ai sindaci gli agricoltori consegneranno le proprie sementi, che in questa situazione non possono essere più affidate ai terreni, ormai soggiorno continuo dei temibili animali selvatici. La manifestazione «sarà di protesta verso la Regione Calabria, che da anni ormai, nonostante promesse vane, non è si dotata di una seria politica di gestione della fauna selvatica e della caccia. Per non parlare poi del carico burocratico e dei cronici ritardi di erogazione dei fondi destinati al risarcimento dei danni. Sarà anche di proposta – specificano gli agricoltori aderenti -. Ci presentiamo con una piattaforma di proposte concrete e di facile realizzazione, prova ne sia che sono già adottate in altre regioni italiane. In particolare come agricoltori chiediamo un programma finalizzato all’eradicazione delle specie nei territori agricoli non vocati, a partire dalla cattura degli ungulati con apposite gabbie, per poi essere destinati poi all’allevamento».

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