Sapori di Calabria esaltati dalla “Cascina dei dannati”

L’idea messa in pratica da un imprenditore di Spilinga ha come obiettivo la valorizzare i prodotti tipici del Vibonese, a cominciare dalla ‘nduja. L'orafo Gerardo Sacco padrino dell'inaugurazione

L’idea messa in pratica da un imprenditore di Spilinga ha come obiettivo la valorizzare i prodotti tipici del Vibonese, a cominciare dalla ‘nduja. L'orafo Gerardo Sacco padrino dell'inaugurazione

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Il taglio del nastro

Un’oasi di bontà in mezzo ai colori e agli odori della campagna ma soprattutto tra i prodotti genuini della nostra terra. Perché la trattoria “La cascina dei dannati”, inaugurata ieri sera in contrada “Olivadi”, a cavallo dei comuni di Spilinga e Rombiolo, ha come mission proprio la promozione di quanto di buono offre il territorio in termini di tradizione culinaria. Un’iniziativa che parte da basi solide, ossia dall’azienda “L’Artigiano della nduja” di Spilinga, un marchio noto in tutto il mondo per la qualità del prodotto e che ha il merito di aver fatto conoscere ovunque un alimento prettamente vibonese e proprio della cultura contadina.

Preparata con le parti grasse del maiale, con l’aggiunta del peperoncino piccante calabrese, è insaccata nel budello cieco (orba), per poi essere affumicata. Il successo commerciale è all’origine delle modificazioni attuali nelle diverse composizioni.

«Un piccolo sogno – ha detto il titolare Luigi Caccamo – che diventa realtà e che è stato possibile grazie alla determinazione di mia moglie, proprietaria della cascina. Sicuramente faremo conoscere i nostri prodotti, a cominciare dalla ‘nduja, dai salami che noi produciamo senza conservanti e coloranti e che ad oggi poche persone hanno l’opportunità di comprarli allo spaccio dell’azienda, per finire a produzioni di nostri amici, come i formaggio o la cipolla. Questo locale sarà l’immagine della nostra attività, un modo per rimanere ancorati alla nostra terra, avendo noi conquistato un mercato nazionale e internazionale. Speriamo che questo nostro hobby dia i suoi frutti, non dal punto di vista economico perché noi abbiamo la nostra azienda che per fortuna in questo senso ci gratifica, ma in termini di crescita del territorio».

Padrino della serata l’orafo Gerardo Sacco: «E’ un peccato avere poche famiglie come quella di Caccamo. Famiglie che hanno il coraggio di investire e di credere in un progetto vincente».