Maltempo e coronavirus, doppietta fatale che piega le imprese vibonesi – Video

Amaro risveglio per alcuni imprenditori agricoli della zona di Porto Salvo dove il torrente Trainiti ha cancellato la strada d’accesso ai campi. Ingenti i danni nello stabilimento Callipo di Maierato. Coldiretti: «Uscire dalla logica delle emergenze»
Amaro risveglio per alcuni imprenditori agricoli della zona di Porto Salvo dove il torrente Trainiti ha cancellato la strada d’accesso ai campi. Ingenti i danni nello stabilimento Callipo di Maierato. Coldiretti: «Uscire dalla logica delle emergenze»
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Danni ingenti allo stabilimento Callipo
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Il torrente Trainiti

Intrappolati nelle proprie abitazioni e aziende agricole off limits. Amaro risveglio questa mattina per una decina di persone di Porto Salvo. L’unica strada d’accesso è parzialmente crollata sotto la furia dell’acqua del torrente Trainiti che, non trovando altri sbocchi per via delle sterpaglie lungo il letto, è esondato.

Nel fiume canneti, sterpaglie, spazzatura di ogni genere e materiale ingombrante come frigoriferi abbandonati da chissà quanto tempo. «L’ultima volta che la Provincia ha provveduto alla pulizia del fosso risale a circa cinque anni fa» racconta Aldo Amoroso. [Continua]

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La rabbia è tanta, lo sconforto pure per questi imprenditori agricoli, già piegati dall’emergenza coronavirus .

«Abbiamo dovuto chiudere l’azienda a seguito delle disposizioni ministeriali e regionali – dice – ora senza una via d’accesso rischiamo di non aprire più». Gli fa eco un allevatore, impossibilitato a raggiungere il bestiame: «Bisogna intervenire subito, ripristinando la strada, altrimenti per noi sarà finita»

Non ci sono solo aziende agricole, c’è anche l’abitazione di Nicola. «Vivo qui con  mia moglie e i miei quattro figli. Siamo isolati, aiutateci».

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Fango e detriti nell’azienda Callipo

Da Porto Salvo raggiungiamo Maierato. E’ qui che si trova lo stabilimento del Tonno Callipo. Una delle attività produttive più importanti del Mezzogiorno è stata travolta da un’ondata di fango. La produzione si è momentaneamente fermata. Ci sono le ruspe al lavoro per rimuovere il fango  e spostare  le auto inghiottite da una montagna di detriti che si è abbattuta sulla zona. I danni sono ingenti. «Alle quattro del pomeriggio ha iniziato a piovere. In serata – racconta Giacinto Callipo –  un fiume di acqua e detriti ha invaso il piazzale. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Questa è la cosa più importante» aggiunge l’imprenditore.

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E ancora: «Nonostante l’emergenza mondiale in corso, la nostra azienda stava comunque mantenendo la propria operatività per continuare a garantire gli approvvigionamenti alimentari. Ora ci troviamo ad affrontare questa ulteriore “prova”, una calamità naturale che ci ha colti di sorpresa e che ci costringerà, per qualche giorno, a fermare la produzione per ripristinare le aree di accesso allo stabilimento e per riparare i danni ai locali interni e ad alcune linee produttive. Da stanotte stiamo lavorando ininterrottamente con il supporto di tanti nostri collaboratori che sono qui  con noi, in prima linea come sempre. E’ un’emergenza nell’emergenza, ma noi non molliamo e ci auguriamo di ripartire prestissimo» conclude.

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Per Fabio Borrello, presidente di Coldiretti Catanzaro-Crotone-Vibo, «si ripropone ancora una volta la drammaticità e il pericolo sempre incombente del dissesto idrogeologico che deve essere affrontato per mitigarne gli effetti investendo in modo efficace, abbandonando tentativi, che hanno prodotto una stratificazione di competenze e non una semplificazione, poiché ormai è risaputo che intervenire a cose fatta costa sempre di più.  Agli agricoltori e alle aziende colpite, alle altre strutture del territorio  tra cui quella del nostro socio Pippo Callipo – conclude –  assicuriamo non solo solidarietà ma l’impegno a livello nazionale e regionale, per  la messa in sicurezza del territorio è ora di uscire dalla logica dell’emergenza e passare alla programmazione degli interventi, nell’interesse complessivo della Calabria».

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