Scontro tra sindacati al Comune, la Cisal: «Dalla “triplice” solo una rivalsa»

Dopo la notizia dell’assemblea del personale e la smentita di Cgil, Cisl e Uil arriva la controreplica: «Questo stato di cose lede i diritti dei lavoratori»
Dopo la notizia dell’assemblea del personale e la smentita di Cgil, Cisl e Uil arriva la controreplica: «Questo stato di cose lede i diritti dei lavoratori»
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Dopo la notizia dell’assemblea del personale comunale di Vibo Valentia, con l’annuncio di un possibile stato di agitazione, e la replica di tre sigle sindacali che smentiscono l’agitazione, Cgil, Cisl e Uil, arriva la controreplica della Rsu Cisal, che parla di «attacco immotivato» che «fa sorgere il serio dubbio che alle organizzazioni di categoria Cgil, Cisl e Uil preme e conviene di più mantenere situazioni di disagio piuttosto che salvaguardare il sacrosanto diritto dei lavoratori del Comune di Vibo Valentia di essere informati».

In una nota, la Rsu spiega la sua posizione: «Prioritariamente va chiarito, a chi ha mente corta, che i punti in discussione relativi al debito orario, la mancata liquidazione istituti contrattuali 2018, la definizione del Ccnl decentrato 2019, l’avvio della discussione di quello relativo al 2020, l’organizzazione burocratica alla luce dei pensionamenti che hanno depauperato la forza lavoro al Comune di Vibo Valentia e quant’altro, sono state le tematiche poste alla base della discussione che si è tenuta il 4 giugno nel corso della quale confederali ed Rsu da un verso, potere gestionale e politico dall’altro, hanno esposto i loro punti di vista senza giungere a nessun tipo di accordo. Per la qual cosa quella che viene definita da Cgil, Cisl e Uil “trattativa in corso” è da ritenersi bloccata e fallita sul nascere».

Ma non finisce qui: «Va poi spiegato ai replicanti che maggioranza delle Rsu aziendali, tenuto conto il fallimento dell’incontro e la problematica al palo causata dal silenzio dei poteri gestionali e politici dell’Ente, ha deciso di indire un’assemblea di tutto il personale con la possibilità di decidere unitamente a tutta la forza lavoro circa le azioni da intraprendere, e, anche in casi estremi la proclamazione dello stato di agitazione. Forse ai confederali conviene – questo sì per plateali motivi prevalenti di rivalsa – soprassedere a quanto disposto nel Titolo III dello statuto dei lavoratori là dove si legge che “…il potere di convocare l’assemblea spetta ai soggetti indicati nell’articolo 10 dello stesso accordo…” e pertanto, è esclusiva prerogativa de “i componenti delle Rsu” i quali, in maggioranza e pressati dalle rimostranze dei colleghi dipendenti hanno deciso di convocare l’assemblea. E poiché in uno stato democratico la maggioranza costituisce la totalità, la scelta di redigere e rendere pubblico un comunicato con tutte le sigle sindacali rappresentative proprio per scongiurare manie di protagonismo ed, inoltre, perché le 12 Rsu sono state elette sotto le effige delle 5 sigle sindacali utilizzate nel comunicato stampa originario».

In conclusione, la Rsu Cisal, nella persona di Antonello Nusdeo, «prende atto dell’atteggiamento della triplice Cgil, Cisl e Uil che fa presagire a una “tensione” tra sindacati, se non addirittura a uno “scontro” fra loro. Questo comportamento lede i diritti dei lavoratori i quali a causa di “capricci” imbarazzanti continueranno ad essere penalizzati mentre l’amministrazione in carica dormirà sonni tranquilli e potrà continuare a soprassedere assistendo a beghe e tentativi di rivalsa di chi vuol porsi a tutti i costi sopra un piedistallo a prendere parola per reclamare primogeniture con questioni di lana caprina che non portano da nessuna parte».