Anche a Vibo la protesta dei praticanti avvocati per l’esame rinviato

Oggi avrebbero dovuto sostenere la prova scritta rinviata invece dal ministro della Giustizia e motivata dallo stesso con l’emergenza coronavirus. Una scelta fortemente contestata in tutta Italia
Oggi avrebbero dovuto sostenere la prova scritta rinviata invece dal ministro della Giustizia e motivata dallo stesso con l’emergenza coronavirus. Una scelta fortemente contestata in tutta Italia
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I Praticanti Avvocati italiani avrebbero dovuto sostenere oggi l’esame di abilitazione alla professione forense per l’anno 2020/2021. Il sogno di esercitare l’attività curialesca, per questa categoria da anni bistrattata, è stato infranto – fanno sapere i praticanti avvocati vibonesi – dall’incoerenza e dalla superficialità del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che, essendo incapace di proporre una modalità alternativa per lo svolgimento delle prove d’esame, ha posticipato la sessione alla primavera 2021. Tutto ciò, non soltanto determina la già sollevata disparità di trattamento rispetto alle altre categorie sottoposte ad esame di abilitazione – a cui è stato concesso “l’orale abilitante” – ma, soprattutto, procrastina l’entrata nel mondo del mercato del lavoro di migliaia e migliaia di giovani che per anni sono stati sfruttati, affrontando immensi sacrifici. A tal proposito, i Praticanti Avvocati di Bologna, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Vibo Valentia manifestano in una data simbolica il loro profondo sentimento di amarezza, alimentato dal vuoto istituzionale da parte dell’inquilino pro-tempore di via Arenula. In segno dell’ormai menomata fiducia, dignità e professionalità, i Praticanti Avvocati hanno poggiato per terra i codici commentati, strumenti essenziali per lo svolgimento della prova scritta, nonché depositari dei  principi e dei valori della comunità. Tale gesto pertanto, simboleggia la sconfitta della ragionevolezza ed il tracollo di questa, un tempo nobile, professione. Alla luce di tutto ciò, i Praticanti Avvocati chiedono la tutela immediata dei loro diritti e delle legittime aspettative di prospettiva lavoristica, esigendo date certe e modalità di svolgimento dell’esame tali da salvaguardare la salute dei partecipanti, tenendo bene in conto la previsione degli scienziati circa la terza ondata di Covid-19 per il primi mesi dell’anno 2021”. 

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