Rifiuti, Slai Cobas: «Ased peggior ditta possibile. Passati dalla padella alla brace»

Il sindacato denuncia «vessazioni e attività antisindacali» messe in atto dalla nuova ditta subentrata a ProgettAmbiente, invitando il Comune a non sottoscrivere il contratto.

Il sindacato denuncia «vessazioni e attività antisindacali» messe in atto dalla nuova ditta subentrata a ProgettAmbiente, invitando il Comune a non sottoscrivere il contratto.

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«Se il buongiorno si vede dal mattino allora possiamo tranquillamente dire che quelli che ci aspettano sono giorni tristi. Tristi e difficili per lavoratori certamente ma anche per la cittadinanza. Ed è ora di prendere decisamente posizione per la tutela di tutti perché noi, e questo sia chiaro sin da ora, non siamo disposti a tollerare oltre».

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È quanto afferma in una nota il segretario provinciale dello Slai Cobas, Nazzareno Piperno, in relazione al servizio di raccolta rifiuti nella città capoluogo, parlando apertamente di un passaggio di consegne tra due ditte, la ProgettAmbiente e l’Ased, paragonato ad un «passaggio alla padella alla brace».

Ciò che si chiede in prima istanza il sindacato, è come sia possibile che a 40 giorni dall’entrata in servizio della nuova ditta «non sia ancora stato firmato il contratto». Se l’azienda, poi, nonostante abbia chiarito che «non pagherà mai le retribuzioni fin quando il Comune non avrà pagato il relativo canone mensile» non è ad oggi «in grado di pagare neanche un mese, stentiamo a definirla azienda».

Poi il tasto dolente dei dipendenti. «Dovevano essere assunti tutti i dipendenti dell’azienda uscente – afferma Piperno -. Bene ad oggi, a fronte di 70 unità, ne sono stati assunti solo 53 (di cui 2 da pochi giorni con contratto a tempo determinato per tre mesi…). Unità del tutto insufficienti a svolgere il servizio per come emerge chiaramente dal livello di sporcizia in cui versa la città e di cui è la stessa Ased ad esserne consapevole visto che spesso a svolgere il servizio ha utilizzato a supporto propri dipendenti provenienti da altri cantieri».

«Per non parlare poi – prosegue la lunga nota – di un servizio che viene svolto in orari di punta, al momento dell’ingresso delle scuole per esempio, con conseguente ingorghi nel traffico e con una immagine della città che, siamo certi, è ben diversa da quella di efficienza e funzionalità che il nuovo Sindaco aveva in mente». Ciò per il «legittimo rifiuto del sindacato di far lavorare gli operai in ore antelucane ma con rinuncia alla maggiorazione per lavoro notturno previsto dalla legge».

Di conseguenza anche i rapporti ditta-sindacato, ammette Piperno, «sono tutt’altro che buoni, stante il rifiuto, arrogante e prepotente, dell’Ased d’intavolare qualsiasi tipo di discorso se non alle vessatorie condizioni aziendali e che ha visto negli ultimi tempi l’azienda spendersi in una chiara attività antisindacale consistente nello spingere i lavoratori a cancellarsi dal sindacato».

E allora la domanda all’Amministrazione: «è proprio questa l’azienda giusta per Vibo? Quella che si cercava per riqualificare il comparto arrivando a svolgere finalmente un servizio di qualità all’altezza dei costi e dei tributi pagati dalla cittadinanza? Noi più che dubitarne siamo certi che questa non solo non è l’azienda giusta ma praticamente la peggiore che poteva capitare visto che con essa non c’è neanche stato il tempo di illudersi, di una luna di miele, perché non si sono preoccupati di svelare il loro volto sin dal primo momento».

Essa incarnerebbe, ancora, per lo Slai «quello che la nostra organizzazione ha sempre combattuto: lo sfruttamento bieco del lavoratore senza limiti, senza interlocutori negando ogni diritto, anche quello di parlare o lamentarsi. Crediamo che anche il Sindaco dovrebbe interrogarsi su tutto ciò e fare le valutazioni del caso, prima che sia troppo tardi, e magari prima che la firma sul contratto sancisca una situazione di non ritorno».