Vibo Valentia è la provincia calabrese dove le famiglie riescono a mettere da parte una quota maggiore del reddito disponibile. Il dato emerge dal report di Unioncamere e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne sulla propensione al risparmio nel 2024: nel Vibonese l’indicatore si attesta al 7,15%, sopra la media regionale del 5,91% e anche oltre il dato del Sud e Isole, fermo al 6,08%. Il confronto nazionale, però, ridimensiona il risultato: l’Italia è all’8,28%, il Nord al 9,73% e le province in testa alla graduatoria viaggiano su livelli quasi doppi.

Vibo davanti alle altre province calabresi

Nella classifica nazionale della propensione al risparmio, Vibo Valentia è al 62esimo posto, con un miglioramento rispetto al 6,74% registrato nel 2019 ma con un arretramento di nove posizioni nella graduatoria complessiva. Resta comunque il miglior dato calabrese. Cosenza si ferma all’83esimo posto con il 6,09%, Reggio Calabria è 93esima con il 5,86%, Catanzaro 94esima con il 5,82%. In coda c’è Crotone, ultima in Italia con il 4,30%.

La fotografia restituisce quindi un primato regionale per il Vibonese, ma anche una distanza sensibile rispetto al resto del Paese. Le prime 21 province della graduatoria sono tutte settentrionali: Biella guida con il 14,37%, seguita da Asti al 12,79% e Vercelli al 12,53%. Per trovare la prima provincia del Sud bisogna arrivare al 22esimo posto, occupato da Avellino con il 9,65%.

Il risparmio pro capite

Anche il dato pro capite conferma il vantaggio di Vibo Valentia nel quadro calabrese. Nel 2024 le famiglie vibonesi hanno accantonato complessivamente 172,77 milioni di euro, pari a 1.147,96 euro per abitante. È il valore più alto in Calabria: Catanzaro registra 1.049,58 euro, Cosenza 1.035,19 euro, Reggio Calabria 950,34 euro e Crotone 685,64 euro, ancora una volta ultima nella graduatoria nazionale.

Il raffronto con l’Italia resta però marcato. La media nazionale del risparmio pro capite è di 1.917,58 euro, mentre la Calabria si ferma a 992,53 euro. Milano guida la classifica con 3.920,01 euro per abitante, oltre tre volte il dato vibonese e quasi sei volte quello crotonese.

Il divario territoriale

Nel complesso, il report evidenzia una crescita della propensione al risparmio degli italiani: dal 7,55% del 2019 all’8,28% del 2024. Nel Mezzogiorno l’aumento è stato più contenuto, dal 5,67% al 6,08%, mentre al Nord si è passati dall’8,85% al 9,73%. La Calabria è al 18esimo posto tra le regioni, davanti solo a Sardegna e Sicilia, con 1,82 miliardi di euro accantonati dalle famiglie, pari all’1,61% del totale nazionale.

Secondo Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, «nel corso dell’ultimo quinquennio è aumentato il differenziale della propensione al risparmio tra Mezzogiorno e resto del Paese, nonostante un recente miglioramento della capacità di risparmio del Sud». A pesare, aggiunge, non è soltanto il minor reddito pro capite meridionale, ma anche «l’incremento più sostenuto dei prezzi nell’area», che ha ridotto la possibilità di accantonare risorse.