Dopo la firma delle concessioni per il Marina Resort Porto Santa Venere, associazioni e Autorità portuale esprimono soddisfazione per una svolta che può essere epocale. Dalle istituzioni politiche, invece, nessun commento. L’auspicio è che almeno facciano la propria parte
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«Non chi comincia, ma quel che persevera» è il motto della nave Amerigo Vespucci, un “credo” che si potrebbe ben adattare all’imprenditore Francesco Cascasi. La massima, attribuita a Leonardo da Vinci, invita alla perseveranza, alla tenacia, ricordando che per raggiungere un obiettivo non è sufficiente iniziare un percorso, ma conta di più la costanza nel proseguirlo, nonostante gli ostacoli che si incontreranno lungo il cammino. L’esempio offerto dalla vicenda legata al progetto Marina Resort Porto Santa Venere ha fornito certamente un messaggio di grande valenza formativa, in particolare per le nuove generazioni del territorio, dove ci si trova spesso a combattere contro difficoltà di diversa natura che a volte sembrano insormontabili.
L’esito positivo della lunga e travagliata vicenda, che ha visto protagonista l’imprenditore Cascasi, è stato accolto con entusiasmo dalle associazioni vibonesi (Ali di Vibonesità, Vibo Marina c’è, la Tazzina della Legalità) e anche il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Paolo Piacenza, ha sottolineato l’importanza dell’intervento «che rappresenta un’opportunità per consolidare il ruolo dello scalo come infrastruttura a servizio del territorio».
Il silenzio della politica vibonese
Ma, stranamente, nessun commento è stato espresso dai rappresentanti politici del Vibonese, in questi giorni «in tutt’altre faccende affaccendati», per usare il celebre verso del poeta satirico Giuseppe Giusti. Nessun messaggio di soddisfazione, compiacimento o plauso nei riguardi di un passaggio importante per il futuro di Vibo Marina e del territorio vibonese.
Un silenzio assordante che sorprende, ma non meraviglia. Il motivo principale va forse individuato nel fatto che è difficile ammettere che sia un privato e non la politica a mettere in atto un investimento che potrebbe, a giudizio di molti, determinare una svolta epocale, da tempo attesa, per il futuro di Vibo Marina. O, forse, ancora, disturba quel nome, ormai cancellato, che l’imprenditore ha voluto dare all’opera che andrà a realizzare.
«Il Marina Resort non sia un Marina Desert»
Comunque sia, i cittadini attendono ora che la politica faccia finalmente la sua parte per fare in modo che il nuovo investimento possa innescare una spirale virtuosa per la crescita del territorio. Serve l’intervento di Comune, Provincia e Regione per fare in modo che il Marina Resort non sia un Marina Desert, che intorno non ci sia il deserto, ma una cittadina con servizi efficienti, collegamenti idonei, strutture e infrastrutture adeguate, a iniziare dalla realizzazione di un moderno waterfront, principale biglietto da visita in particolare per chi arriva dal mare.


