sabato,Aprile 13 2024

Intervista al presidente del Sistema Bibliotecario Vibonese, tra progetti e criticità

Dal coordinamento delle biblioteche comunali al Festival "Leggere & Scrivere", dalla situazione debitoria complessiva alle idee per il rilancio di un ente importante

Intervista al presidente del Sistema Bibliotecario Vibonese, tra progetti e criticità
Fabio Signoretta

E’ alla guida del Sistema Bibliotecario Vibonese dal 31 gennaio scorso, il giovane sindaco di Ionadi Fabio Signoretta, eletto primo cittadino del paese alle porte del capoluogo di provincia nel giugno 2022. Una situazione complessa quella trovata al Sbv, al centro di aspre polemiche (anche politiche) attorno alla sua gestione e una situazione debitoria che l’aveva portato sull’orlo della chiusura. A cinque mesi dall’insediamento quale nuovo presidente, ecco il quadro della situazione.

Presidente Signoretta, viste le pregresse gestioni dell’Ente e il rimpallo di responsabilità a cui abbiamo assistito anche a mezzo stampa, che situazione ha trovato al suo insediamento?

“Come sicuramente avrà notato non ho mai speso energie, né lo farò, per commentare le situazioni del passato. Ho scelto di assumere questa posizione principalmente per due ragioni: innanzitutto, perché non ricoprivo alcun ruolo in passato e non ho vissuto quindi quella stagione; in secondo luogo, perché non ritengo sia utile per il Sistema e per ciò che esso rappresenta per il territorio continuare ad alimentare tensioni”.

Però è innegabile che la situazione non fosse certo florida…

“Ovviamente, non posso certo celare il fatto di aver trovato una situazione complessa sotto il profilo amministrativo e finanziario. Tuttavia, ora dobbiamo guardare a ciò che noi possiamo fare per il Sistema, non a ciò che avrebbero dovuto o potuto fare altri. E quando dico noi, mi riferisco a tutti gli attori politici, istituzionali e dirigenziali del territorio che hanno la responsabilità di questo tempo”.

Ad oggi a quanto ammontano i debiti contratti e qual è il piano di rientro?

“In questi primi cinque mesi abbiamo lavorato quotidianamente e senza alcuna sosta per dotare il Sistema Bibliotecario di quegli strumenti necessari per giungere alla definizione della situazione debitoria complessiva. Si è quindi proceduto, per la prima volta, alla nomina di un revisore dei conti; si è ridata una direttrice al polo; sono stati approvati quei regolamenti, su tutti quello di contabilità, che erano propedeutici all’approvazione dei bilanci; infine, sono stati incontrati numerosi debitori e creditori per ricostruire le situazioni pendenti”.

Crede di riuscirci nel corso del suo incarico di un anno?

“Non nego che sia un lavoro complesso ma sono sicuro che ci condurrà, da qui alla fine del mio mandato, ad approvare tutti i bilanci consuntivi che in questi anni sono rimasti in sospeso. Da lì, lavoreremo sul piano di rientro rispetto al quale mantengo sempre il mio consueto ottimismo. Onorare ogni singolo creditore rimane una mia assoluta priorità, sia a garanzia della dignità di chi ha prestato servizi a favore dell’Ente e sia a tutela dell’immagine del Sistema stesso”.

In Calabria e soprattutto nel Vibonese si legge sempre meno. In tutto questo quale può essere il ruolo del Sbv?

“Il Sbv su questo tema ha certamente una grande responsabilità da onorare. Il Sistema, infatti, non deve esclusivamente interpretare il ruolo della Biblioteca pubblica a disposizione degli utenti, ma deve altresì garantire un coordinamento ed una promozione delle biblioteche comunali presenti su tutto il territorio provinciale. E’ per questa ragione che si sta lavorando, con ottimi risultati, sull’obiettivo primario dal punto di vista culturale: avere una biblioteca per ogni comune. Questo messaggio è stato colto dal territorio e la recente adesione dei Comuni di Spadola e Cessaniti è un segnale sicuramente positivo che sta per fare da apri-pista a tante altre adesioni che si stanno definendo in queste settimane”.

E il festival? Tornerà a essere ad esclusivo appannaggio del Sistema oppure ormai non si può far nulla senza l’appoggio dei Comuni, come lo scorso anno che alla fine si è rivelato fondamentale?

“Il lavoro di programmazione sul Festival “Leggere & Scrivere” è un lavoro che necessita di una concertazione iniziale sul territorio con tutti gli attori che intendono dare un contributo per la sua realizzazione. Il Sbv è certamente l’Ente promotore dell’iniziativa e lavorerà per realizzarla con una particolare attenzione alla qualità dei contenuti più che alla quantità. E’ ovvio che servirà un supporto da parte di tutti gli Enti sovraordinati e locali, dal Ministero alla Regione, passando per i Comuni, per riuscire a dare al territorio una manifestazione sicuramente attesissima”.

Ma in questo modo non si corre il rischio che ognuno pretenda una fetta di notorietà ospitando uno o più eventi e che in caso di diniego possa far mancare il proprio appoggio finanziario?

“Credo che debbano prevalere una logica ed una visione del Festival che siano di più ampio respiro possibile. Non consentirò che la discussione sulle location abbia il sopravvento ad esempio sulla mission che al Festival vogliamo dare. Io immagino un Festival che, rinnovando il suo format, sappia “dare” qualcosa al territorio, contribuendo ad arricchirlo in termini di proposte, idee, dibattiti e stimoli. Oggi al territorio serve la forza ed il coraggio di alzare lo sguardo: e il Festival può essere il contesto ideale per farlo. Sono certo che le Istituzioni condivideranno questo approccio e non vorranno far ricadere il dibattito pubblico nella trappola delle inutili frammentazioni”.

Come ogni ente, anche il Sbv non fa differenza riguardo la rappresentanza politica. Il rischio è che ogni sindaco che presiede l’Ente porti acqua al proprio mulino con iniziative nel proprio comune di appartenenza anche per un tornaconto elettorale futuro. C’è questo rischio?

“Oggi chi si mette al servizio del Sistema Bibliotecario Vibonese, e così anche di tutti gli altri attori locali che operano nel campo della cultura, è chiamato a dare molto più di quanto riceve in termini di visibilità. Questi enti, d’altronde, soffrono terribilmente una carenza strutturale di risorse finanziarie e di tanti altri strumenti anche normativi che servirebbero a garantire una più semplice gestione ordinaria delle attività. In questo contesto, quindi, chi si assume il compito di guidarli non credo possa dedicare del tempo per strumentalizzarli a proprio favore ma è chiamato invece a dare un contributo anche strettamente personale per guidarli verso gli obiettivi che gli utenti si aspettano. Poi, come per ogni altra circostanza, ci sono sempre le eccezioni…”

In cosa spera di lasciare il segno alla guida del Sistema?

“Ho colto questa difficile sfida per restituire al Sistema Bibliotecario Vibonese quello che mi ha dato nei miei anni di studente universitario, in cui frequentavo queste aule. Quello che alla fine dovrà rimanere nel ricordo degli utenti non dovrà essere il nome del presidente pro tempore stampato sulla targhetta della direzione, ma l’aver avuto l’opportunità di continuare a varcare questa porta trovando a propria disposizione personale qualificato, spazi idonei, attrezzature digitali e piattaforme all’avanguardia”.

E quale sarebbe la sua ricetta al riguardo?

“Per farlo serve generare ottimismo e positività intorno a questo Ente e lavorare sulle opportunità di finanziamento che stiamo già dimostrando di saper cogliere: oltre al recente finanziamento della Regione Calabria sulla misura a favore delle Biblioteche e degli Archivi Pubblici, abbiamo già in cantiere numerosi altri progetti candidati e di cui siamo in attesa di esito, consapevoli che solo chi semina potrà raccogliere”.

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