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Il gruppo consiliare fa il punto sullo stato dell’amministrazione comunale in carica e affonda il colpo: «Ha fallito su tutta la linea. È ora che il primo cittadino ne prenda atto»  

La conferenza stampa del Pd
Politica

«Questa coalizione nata solo per vincere le elezioni e non per amministrare ha pienamente fallito. Forza Italia, visto che ormai la maggioranza è un monocolore di quel partito, si assuma le sue responsabilità così come il sindaco Costa: lo facciano per amore della nostra città». Il capogruppo del Pd in consiglio comunale a Vibo, Giovanni Russo, non ha dubbi. L’esperienza amministrativa targata Costa è ormai giunta al capolinea sia sul piano della gestione della città che su quello politica. Concetti esplicitati da tempo dall’opposizione di Palazzo Luigi Razza che, sulla base delle ultime vicende che agitano la maggioranza, assumono, a parere del gruppo dem, ormai i contorni drammatici. E le parole di Russo, pronunciate questa mattina nel corso di una conferenza stampa convocata nella sede della Federazione provinciale del partito, su iniziativa del segretario cittadino Francesco Pacilè, diventano un vero e proprio coro di disappunto, tornando, in termini diversi ma sempre ultimativi, negli interventi degli altri consigliere comunali intervenuti: Antonia Massaria, Giuseppe Cutrullà, Pasquale Contartese e Antonino Roschetti nonché del segretario provinciale Pd Enzo Insardà.

Un coro, appunto, intonato allo stesso spartito: «Costa si prenda le sue responsabilità e ammetta che non ci sono più le condizioni per proseguire così la consiliatura». Tuttavia la parola “dimissioni” non viene utilizzata esplicitamente quasi mai, l’invito al primo cittadino è piuttosto quello di azzerare tutto e concentrare i proprio sforzi su pochi punti realizzabili e non sull’ennesimo «libro dei sogni sottoposto pochi giorno orsono alla fiducia dei consiglieri». Due i tasti particolarmente battuti: quello dello stato delle finanze comunali e quello della maggioranza politica ormai più assimilabile ad una minoranza. Rispetto alla prima questione, Russo e compagni rivendicano di «essere stati facili profeti già l’anno scorso quando lanciammo un grido d’allarme sulla questione dei fondi vincolati. Allora come oggi, le nostre preoccupazioni sono inascoltate da coloro i quali continuano a sostenere il sindaco Costa e che irresponsabilmente stanno traslando il problema, per quanto riguarda la situazione deficitaria dell’Ente, a chi amministrerà il dopo Costa».

Sulla seconda questione, per il capogruppo Russo, a certificare numeri deficitari è stato lo stesso primo cittadino, quando nell’ultimo Consiglio, elencando i gruppi a suo sostegno ha evidenziato i limiti della coalizione. «Con la sommatoria dei consiglieri che compongono i gruppi che il sindaco ha elencato a suo sostegno - ha asserito - arriviamo a 15 consiglieri, la maggioranza attualmente su 32 eletti si attesta a 17 consiglieri. Il sindaco ha semplicemente certificato di non avere più una maggioranza a suo sostegno».

Posizioni condivise dagli altri interventi, a partire da Pasquale Contartese che ha puntato l’indice contro il balletto delle delibere che «nel giro di quattro giorni hanno portato da 12 a 7 milioni di euro il disavanzo - evidenziando come - il piano triennale preveda il recupero del grosso dello stesso disavanzo nel 2020, quando il mandato Costa sarà già terminato, lasciando dunque a chi verrà l’incombenza». Preoccupazioni condivise da Nino Roschetti che ha evidenziato come il Comune «appare confuso e in ritardo riguardo la pratica della Zes che rappresenta al contrario una grande opportunità di rilancio dell’economia cittadina». È stato poi Giuseppe Cutrullà a sviscerare la questione del ruolo dei dirigenti e degli uffici comunali, già evidenziata in altri interventi. «Quando un’amministrazione comunale si mette nelle mani di una burocrazia arrogante e oltraggiosa - ha detto - allora siamo di fronte al fallimento della politica». Infine Antonia Massaria ha lanciato l’allarme, da componente dell’apposita commissione, sullo stato delle politiche sociali, molto trascurate a suo dire, e che potrebbero dover far registrare «al 99% la chiusura dell’asilo nido comunale nel prossimo anno». 

Preoccupazioni condivise in pieno dai dirigenti del partito presenti che hanno, dal canto loro, messo sotto accusa l'impostazione politica della maggioranza. E se Pacilè si è chiesto: «Bisognerebbe domandare ai cittadini, in questi otto anni di amministrazioni di centrodestra la città è migliorata o peggiorata? Io penso che la risposta dei cittadini sia scontata: la città è nettamente peggiorata e la responsabilità non può che essere data al sindaco d’Agostino prima e Costa dopo, sindaci entrami sostenuti da Forza Italia», Insardà ha usato una metafora calcistica richiamando il successo della Vibonese calcio: «Una squadra vince - ha detto - quando ha una mentalità vincente, dal presidente al magazziniere e quando tutti lavorano per il medesimo obiettivo. Cosa che l’attuale maggioranza non ha mai saputo realmente fare facendone pagare le conseguenze ai cittadini».