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Il primo cittadino invia una dura replica al consigliere comunale del Pd che aveva espresso serie perplessità sul ripiano dei conti e sulla diffida inoltrata dalla Prefettura a Palazzo Luigi Razza

L'aula consiliare di Palazzo "Luigi Razza"
Politica

Critiche non da poco, esplicitate prima in un’intervista, quindi nel corso della conferenza stampa convocata dal Partito democratico nelle sede della Federazione provinciale proprio per fare il punto sullo stato dell’amministrazione cittadina affidata alla maggioranza Costa. Parole, quelle del consigliere comunale Pasquale Contartese sul rendiconto finanziario, che non sono passate inosservate dal principale destinatario delle sue osservazioni: il primo cittadino di Vibo Elio Costa. Il massimo esponente di Palazzo Luigi Razza non ha perso molto tempo, anzi, pochi minuti dopo la fine della conferenza stampa ha diramato una nota (insolitamente dura nei toni) con la quale stigmatizza l’uscita di Contartese, consigliere con il quale peraltro aveva già avuto un duro scontro in Consiglio nelle passate settimane, quando erano volate finanche minacce di querela

«Trovo del tutto strano che il consigliere Contartese - afferma Costa - ritenga ancora che le sue astruserie prospettate sui giornali continuino a suscitare interesse nei cittadini. Ritengo, infatti, che l’atteggiamento accademico assunto durante i consigli comunali, palesemente contestato dall’indifferenza e dal senso di noia ostentato dall’intera, o da buona parte, dell’aula avessero oramai indotto il professore a riconsiderare la sua valenza accademica ed accettare il significato delle approvazioni da parte del Consiglio delle proposte relative ai bilanci come netto dissenso rispetto alle “baggianate” da lui prospettate». 

Prosegue il sindaco di Vibo «che, ancora una volta, si sia orientato verso una sciocchezza, lo si desume dall’attenta lettura dell’art. 141 del Tuel, dove è espressamente detto che “qualora sia trascorso il termine per l’approvazione del bilancio (30 aprile) senza che sia stato predisposto dalla Giunta il relativo schema, l’organo regionale di controllo (Prefettura) nomina un commissario affinché lo predisponga d’ufficio perché lo sottoponga al consiglio”. Le sollecitazioni ricevute da parte della Prefettura dalla dirigente agli Affari finanziari e dal segretario generale - prosegue Costa - rientravano esattamente nelle previsioni di cui al comma 2 dell’art. 141 del Tuel. Forse questo basta per rappresentare la scorrettezza dell’interpretazione data molto spesso alle leggi finanziarie da parte del Contartese. Ma, se sarà necessario, non esiterò ad aggiungere altro, prendendo in considerazione anche la “capacità” dimostrata dal predetto Contartese negli anni in cui ha svolto le funzioni di assessore, allorché ha omesso di porre in evidenza i dati finali del conto consuntivo del 2007 e 2008, dove non sono state riportate le risultanze dei fondi vincolati».

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