Vibo, parla l’ex assessore all’Ambiente Scuticchio: «Ecco la verità sulla mia rimozione»

Per il componente dell’esecutivo Costa, defenestrato nel luglio 2017, le reali motivazioni sul suo allontanamento dalla Giunta «sono finalmente state ammesse dal sindaco Costa» 

Per il componente dell’esecutivo Costa, defenestrato nel luglio 2017, le reali motivazioni sul suo allontanamento dalla Giunta «sono finalmente state ammesse dal sindaco Costa» 

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L'ex assessore Antonio Scuticchio
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Dall’ex assessore all’Ambiente del Comune di Vibo Valentia, Antonio Scuticchio, riceviamo e pubblichiamo: «Nel suo ultimo e illuminante intervento in aula, l’altro ieri sera, il sindaco di Vibo Valentia, nella foga di addossare la responsabilità di questa disamministrazione all’ex presidente del Consiglio, ha finalmente raccontato la verità sui noti fatti del luglio 2017, quando il sottoscritto e i colleghi assessori Console e Imeneo furono sostituiti e mandati a casa anzitempo. Il sindaco ha detto – testualmente – che in quel luglio 2017, c’erano state “pressanti richieste” che “lo stesso consigliere Luciano è intervenuto perché doveva sostituire l’assessore all’Ambiente con un assessore di sua fiducia” e, quindi  “è accaduto che per una scelta imposta  (sic) un assessore è andato via ed è stato sostituito da un assessore che poi si è dimesso”. Finalmente emerge pubblicamente la verità, a dispetto delle false motivazioni addotte dal sindaco al mio ex capogruppo, quando l’anno scorso motivò la sostituzione nell’assessorato con questioni di carattere prettamente personale.  

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E precisamente (motivazioni del sindaco confermabili dal capogruppo di Vibo Popolare): “Non riesco ad andarci d’accordo”. “Troppo filosofo, mi contraddice in Giunta e mi destabilizza la Giunta”. “Non ha rimosso per tempo il mucchio di sabbia e rifiuti creatosi sulla spiaggia di Bivona”. “Non ha saputo rispondere in giunta alla domanda con quale frequenza venissero ritirati i pannolini”. Le ultime due motivazioni sono chiaramente risibili. Ma le prime, essendo di carattere personale, mi impedirono di invitare il gruppo a difendermi, nonostante non mi fosse sembrato affatto di esser stato in particolare disaccordo con il sindaco o addirittura di esser stato un elemento destabilizzante in Giunta. Ma quando vengono in essere ragioni di questo tenore, è chiaro che la fiducia non c’è più e quindi bisogna fare un passo indietro, anche per non danneggiare il proprio gruppo.  

Qualche giorno dopo, il 3 agosto, in consiglio comunale, il sindaco aggiunse altre motivazioni sulla revoca del sottoscritto, del tutto diverse (fatto già di per sé scorretto) da quelle addotte al mio ex gruppo, che nell’occasione tacque. Le ricordo testualmente ai lettori. “Esistono delle esigenze che comportano una sorta di rotazione nello svolgimento delle attività. Traggono origine dal fatto che c’era bisogno di specifiche professionalità in altri settori, senza nulla togliere alla professionalità dell’assessore all’ambiente. Di questa specifica professionalità, un ingegnere con laurea specifica che ha esperienza nel settore per essere stato coordinatore degli operai, ho tenuto conto dal momento che è un momento estremamente difficile per Vibo Valentia. Non posso fare a meno di ricordare l’intervento che è stato fatto da uno di voi in uno degli ultimi consigli, mi pare dall’ingegner Russo. Nel corso di questo intervento si contestava le condizioni nelle quali Vibo si trovava dal punto di visto ambientale e l’entità della differenziata e si contestava il fatto che nella zona dove abita la dottoressa Pilegi c’erano situazioni che dovevano essere eliminate e così altre situazioni che hanno interessato il sindaco anche attraverso pressioni e telefonate”. 

Seguirono altre considerazioni: “In questo momento la Giunta aveva bisogno di rinnovarsi in alcuni settori fondamentali uno di questi era l’ambiente …non si esprime disistima ma esigenza di cambiamento che è stato prospettato nei vari incontri dell’intera maggioranza. Sono state prese le professionalità che potevano sopperire ed è stato individuato l’ing. Giuseppe Russo”. Oggi sappiamo che si trattava di un cumulo di falsità destinate al popolo bue, che facevano il paio, del resto,  con le posticce motivazioni addotte al mio ex capogruppo. E’ noto, e non fa scandalo, il fatto che la politica pullula di bugie. L’importante è saper riconoscere chi le racconta. Anche perché gli si impedisce di raccontare ogni giorno la verità che più gli fa comodo.  

Verità che, tra l’altro, smaschera il peso del sindaco all’interno di questa maggioranza (se così si può chiamare). Quando si afferma, infatti, “è accaduto per una scelta imposta” significa il ruolo del sindaco è svilito a quello di esecutore di ordini altrui. A tanto si è ridotto il grande progetto de la ‘città che vorrei’. A questo punto è inevitabile chiamare in causa il mio ex gruppo consiliare, principalmente sotto il profilo etico e morale, e solo secondariamente sotto il profilo politico, poiché l’etica è una precondizione per poter fare politica. Ora che la verità dei fatti è emersa, non penso che chi fu preso in giro per far da sponda all’operazione che portò al rimpasto possa continuare a restare silente come se niente fosse. Perché ne va della sua credibilità. E’ necessaria una presa di posizione pubblica e non più privata.   

Dal punto di vista politico, come dicevo secondario, le valutazioni sono soggettive, in funzione delle rispettive posizioni.  Politicamente, infatti, ognuno è libero di continuare a stare nello stesso recinto degli occasionali alleati di giornata,  dove si cerca vanamente di coniugare obiettivi civici con mire elettorali a venire. Come pure è libero di essere trascinato da questo sindaco verso l’abisso in cui sta sprofondando Vibo Valentia, ormai simile a un’isola deserta senza alcun collegamento o riferimento con il mondo esterno».

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