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Il diktat del senatore azzurro al primo cittadino di Vibo provoca una vera e propria slavina politica. Il Pd si appella a Vibo Unica e Progressisti e sfida FI: «Dimostri di fare sul serio»

La conferenza stampa di questa mattina
Politica

Un terremoto che scuote dalle fondamenta il Palazzo. Il diktat del senatore Giuseppe Mangialavori al sindaco Elio Costa rischia di divenire la pietra d’inciampo sulla quale il secondo mandato del magistrato in pensione potrebbe definitivamente tracollare. L’iniziativa intrapresa dal maggiore sponsor politico dell’attuale amministrazione, rivelata ieri da queste pagine, lascia, in sostanza, un margine ristrettissimo al primo cittadino. "O si cambia - ha fatto intendere il parlamentare di Forza Italia con particolare riferimento allo stato di degrado in cui versano abitato e periferie urbane - o non sono più disposto a garantire sostegno a questa esperienza". Un ultimatum che, come prevedibile, non ha mancato di suscitare la reazione dei gruppi d’opposizione che hanno colto al balzo la posizione di Mangialavori per rincarare la dose e ribadire un concetto che, in varie occasioni, era stato già espresso a chiare lettere: “la città non ha più tempo, è ora di restituire la parola ai cittadini”. A dare fuoco alle polveri il già candidato sindaco Antonio Lo Schiavo, l’ex presidente del Consiglio Stefano Luciano e il gruppo consiliare del Pd che, questa mattina, ha convocato la stampa per esprimere senza fraintendimenti - com’è stato affermato dal capogruppo Giovanni Russo - la propria posizione. «Prendiamo atto dell’iniziativa di Mangialavori, seppur tardiva, e siamo pronti a rassegnare le nostre dimissioni pur di arrivare alla fine anticipata di questo mandato. Da subito chiameremo le altre forze d’opposizione, Vibo Unica e Progressisti per Vibo, per definire insieme le giuste modalità per accompagnare alla porta il sindaco Costa e porre così fine all’agonia della città. Un dialogo che, guardando al futuro, potrà servire anche a intavolare un’alternativa per riprendere in mano il governo della città». Questo in estrema sintesi il pensiero - espresso dal capogruppo dem in Consiglio - condiviso da tutto il gruppo presente al completo alla conferenza stampa cui hanno preso parte il segretario di Federazione Enzo Insardà e quello del circolo di Vibo Francesco Pacilè

«Non vorremmo, tuttavia - ha detto Russo -, che sulla scorta delle indiscrezioni emerse sulla posizione di Mangialavori, passasse il messaggio che il partito di Forza Italia possa essere considerato esente da responsabilità. Perché Forza Italia è lo stesso partito che da otto anni governa Vibo e che da tre riveste postazioni importanti nell’attuale giunta comunale e non può essere pertanto considerato estraneo a quanto è oggi sotto gli occhi di tutti. Basta affacciarsi a guardare lo stato del verde pubblico nel centro e nelle periferie, lo scandalo di piazza San Leoluca e del suo “sarcofago”, le spiagge cittadine. Senza parlare di fondi non utilizzati e andati persi, di ritardi inaccettabili nella realizzazione delle opere pubbliche, nonché delle ultime vicende relative ai concorsi. Nessuna politica, nessuna programmazione e seri dubbi anche sulla competenza di chi, sul piano politico, è chiamato a guidare i settori nevralgici dell’amministrazione. La città non può essere governata da chi non la governa più. Noi ci comporteremo di conseguenza, auspichiamo che anche Forza Italia lo faccia e che ai propositi seguano i fatti e si ponga fine a questa esperienza fallimentare».      

Fallimentare” ribadisce anche Enzo Insardà è «la migliore sintesi per un’amministrazione che ormai viene disconosciuta da tutti, da chi l’ha sostenuta politicamente e anche dai cittadini che l’hanno votata. È ora che si stacchi davvero la spina a questo grande malato terminale. Abbiamo intenzione di aprire un dibattito con tutte le forze d’opposizione con l’obiettivo di rendere i vibonesi di nuovo orgogliosi della città ma l’invito è rivolto anche al sindaco Costa affinché faccia una seria analisi e prenda atto del disastro». Una riflessione che Insardà consiglia anche a Mangialavori, al quale «vorrei dire che la sua iniziativa arriva tardi. Noi da tempo denunciamo questo stato di cose e anche i suoi collaboratori e assessori, c’è da dire, non hanno prodotto nulla di concreto». Infine l’appello ai cittadini: «riprendano anche loro in mano il loro destino. Non restino inermi. Diano il loro contribuito per il ritorno alla normalità».

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