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Dopo l’ultimatum del senatore a Costa infuria il dibattito politico. L’ex presidente del Consiglio puntualizza: «Non sono stato io a tradire il patto, ma il sindaco a non rispettare il mandato»

Stefano Luciano e Giuseppe Mangialavori
Politica

Le posizioni estremamente critiche recentemente assunte dal senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori nei confronti dell’amministrazione comunale di Vibo Valentia seguitano a suscitare reazioni nel mondo politico cittadino. Ad esprimere le proprie valutazioni sono in particolare gli esponenti dei gruppi d’opposizione che giudicano, seppur con qualche distinguo, in maniera positiva la presa di posizione del parlamentare e fin qui principale sponsor della maggioranza guidata dal sindaco Elio Costa, considerandola una presa d’atto delle tante criticità ormai presenti in città. È di ieri l’iniziativa del gruppo del Partito democratico che ha convocato una conferenza stampa per annunciare la propria disponibilità a rassegnare le dimissioni dal Consiglio se questo dovesse servire a porre fine al mandato amministrativo. Nelle ore immediatamente precedenti in senso analogo si erano espressi anche gli esponenti di Progressisti per Vibo e Vibo Unica, Antonio Lo Schiavo e Stefano Luciano. Ed è proprio l’ex presidente del Consiglio a tornare oggi sulla questione puntualizzando alcuni aspetti di un’alleanza, quella con il senatore, da tempo definitivamente tramontata. «Non sono stato io - scrive Luciano rispondendo ad alcune dichiarazioni di Mangialavori - a recedere dall'accordo con lui e con il sindaco. Trattavasi di accordo amministrativo e non politico, basato sulla realizzazione di un programma. Il mancato rispetto del programma, che è oramai sotto gli occhi di tutti, è stato determinato dal sindaco che non ha mai pianificato e dalle altre forze di maggioranza sempre acritiche per timore del primo cittadino. Se non viene rispettato il programma, salta automaticamente l'accordo amministrativo. Da qui il mio distacco dalla maggioranza». 

Luciano spiega ancora che «non è vero che la responsabilità in ordine agli annullamenti dei concorsi sia di tutti. Quando ero in maggioranza non è stato annullato nessun concorso e l’assessore Scrugli è andata via prima della pubblicazione del bando sui servizi sociali. La responsabilità politica è del sindaco e degli assessori al ramo che devono esercitare il potere di indirizzo e controllo». Ancora, Luciano puntualizza: «Non ho mai cercato verginità politica. Tutt'altro. Mi sono assunto la responsabilità di avere sostenuto un sindaco che ha disatteso il patto con gli elettori, dimettendomi da una carica prestigiosa e ritirando la mia partecipazione dalla giunta, proponendo un azzeramento per ripartire con forza nell'interesse della città. Allora, non ho ricevuto risposta. Dopo quasi un anno Mangialavori si accorge del disastro, ma preferisce entrare in polemica con me piuttosto che proporre soluzioni. Che mettesse da parte le polemiche e che definisse la sua posizione».

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