lunedì,Novembre 29 2021

Comune Vibo e short list, maggioranza in imbarazzo: “incriminato” l’atto della Teti

Malumore nel centrodestra dopo la decisione dell’amministrazione di promuovere una manifestazione di interesse per la formazione di una rosa di candidati esterni a sostegno dell'Ambito Territoriale di Vibo. Duro intervento di Tucci ("Città Futura")

Comune Vibo e short list, maggioranza in imbarazzo: “incriminato” l’atto della Teti
Il corridoio che conduce nell'ufficio del sindaco del Comune di Vibo Valentia Maria Limardo
La dirigente del Comune Adriana Teti
La dirigente comunale Adriana Teti

Rischia di creare tanto imbarazzo, se non vero malcontento, all’interno dell’attuale maggioranza al Comune di Vibo Valentia, la decisione di promuovere una manifestazione di interesse per la formazione di una seconda short list (tempo fa una prima sempre nel settore delle Politiche sociali finalizzata all’individuazione di figure per la progettazione, il monitoraggio, il coordinamento, la rendicontazione e il supporto al Rup nelle attività amministrative dei fondi regionali ed europei) di professionalità esterne a sostegno dell’Ambito Territoriale di Vibo Valentia. Questa volta, come si ricorderà, si cercano soprattutto assistenti sociali (ben 16), ma anche amministrativi, educatori e psicologi da inserire all’interno degli assessorati alle Politiche sociali di tutti i Comuni che fanno parte del Distretto socio-assistenziale di Vibo, di cui Palazzo Luigi Razza è l’ente capofila. Ma dette figure si cercano non perché oggi manchino presso gli enti interessati, ma semplicemente perché gli attuali professionisti sono in scadenza di contratto (di soli 24 mesi il periodo di assunzione) e l’amministrazione Limardo, unitamente agli altri Comuni del Distretto, ha deciso di non procedere ad alcun rinnovo. Tanto meno ad emettere un bando pubblico. Al contrario, si è preferito scegliere di dare incarico alla dirigente Adriana Teti di predisporre apposita determina al fine di dare il via libera alla short list. Ma proprio questa decisione sembra avere colto di sorpresa diversi consiglieri di maggioranza che, tuttavia, non intendono rimanere indifferenti. E qualcuno storce già il naso, non nasconde il malumore, sollevando problemi soprattutto di merito. [Continua in basso]

Il consigliere Danilo Tucci

Tant’è che la questione è stata affrontata proprio nel fine settimana nel corso della seduta della IV commissione consiliare Politiche sociali presieduta da Danilo Tucci (“Città Futura”), a causa dell’assenza del presidente titolare Antonino Roschetti. Ed è stato lo stesso Tucci, prendendo la parola in aula, che ha messo in evidenza alcuni discutibili passaggi che riguardano l’atto in sé e che non hanno per nulla convinto l’interessato.

«Ammesso e non concesso – ha attaccato il consigliere di maggioranza – che la formulazione di una short list possa avvenire, in termini giuridici, attraverso la strutturazione di una griglia di valutazione e di contenuti simil-concorsuali, è evidente che ci sia nella parte relativa al colloquio orale, con ben ventidue punti, una eccessiva discrepanza rispetto agli altri punteggi presenti nella griglia stessa producendo così una eccessiva discrezionalità di scelta». Inoltre, a parere di Tucci, nell’avviso, si fa riferimento «ad un generico colloquio orale sulle competenza tecniche relative alle pregresse esperienze professionali senza considerare che le stesse sono già valutate nei punteggi presenti in griglia, per un massimo di quaranta punti». Insomma, sempre secondo il consigliere di Palazzo Razza, «come può una commissione, di cui non si conosce la natura e quali competenze abbia, in sede di colloquio stabilire chi sia più meritevole di un altro senza valutare minimamente le competenze attitudinali/teoriche dei candidati, ma soffermandosi esclusivamente su una generica valutazione delle pregresse esperienze professionali?». Questo, dunque, l’interrogativo che Tucci ha inteso porre alla dirigenza del Comune capoluogo che ha redatto la manifestazione di interesse per la formazione della short list, nonché all’attenzione della stessa commissione Politiche sociali dell’ente.

Ma la questione non si ferma al solo consigliere Tucci: il caso sta indispettendo anche altri esponenti della maggioranza consiliare, compreso chi da tempo ha preso pure le distanze dall’amministrazione. Tra loro, infatti, c’è chi ha fatto presente che sarebbe stata necessaria una maggiore trasparenza – che evidentemente sembra non esserci stata nella preparazione della manifestazione di interesse – poiché tante cose nell’atto non vengono indicate e spiegate a dovere, e chi invece ha auspicato l’annullamento dell’atto in questione. 

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