Luciano: «La maggioranza ammetta il fallimento e ricostruisca con noi l’alternativa a Costa»

L’ex presidente del consiglio comunale di Vibo Valentia replica ai capigruppo e lancia loro un invito: «Si può riprendere il cammino interrotto, perché il progetto di base era fondato su principi condivisibili»

L’ex presidente del consiglio comunale di Vibo Valentia replica ai capigruppo e lancia loro un invito: «Si può riprendere il cammino interrotto, perché il progetto di base era fondato su principi condivisibili»

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Dall’ex presidente del consiglio comunale di Vibo Valentia, Stefano Luciano, riceviamo e pubblichiamo: “Commettono un errore i capigruppo che ancora sostengono il sindaco Costa entrando in polemica con Claudia Gioia e Giuseppe Russo e con tutto il gruppo di Vibo Unica che ha avuto l’iniziativa di portare in consiglio comunale il problema “ambiente” che oggi ha interessato finanche la Procura della Repubblica, perché dimostrano ancora una volta, di non avere compreso che proprio la loro acriticità, rispetto all’operato del sindaco, ha accelerato il declino della città. Non serve oggi, ragionare in modo rancoroso tentando di offuscare la linea politica di “Vibo Unica”, ma occorre avere il coraggio di domandarsi se questa amministrazione sia ancora espressione di ciò che desidera la città, con l’insieme della sua classe dirigente, dei professionisti, dei lavoratori onesti, degli imprenditori che portano ricchezza. Vibo Unica, non dimentica di avere sostenuto in campagna elettorale il sindaco Costa e di essere divenuta successivamente parte integrante del suo esecutivo, ma non ha mai perso di vista, però, gli obiettivi di fondo che andavano perseguiti, né la propria capacità critica

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“Ed infatti, sin dai primi mesi di amministrazione si è resa conto di essere di fronte ad un sindaco chiuso in se stesso, poco incline al dialogo ed alla collaborazione; un sindaco che tardava ad assumere posizioni dirette al cambiamento, nonostante le promesse fatte; un sindaco che tendeva alla “spersonalizzazione” degli assessori ed al monopolio nella gestione dell’esecutivo. Nessun passo in avanti veniva compiuto, a partire dalla riforma della burocrazia per finire al rilancio del settore urbanistica passando per il totale disinteresse verso i fondi europei. Ogni tentativo di proporre un vero rilancio dell’azione amministrativa, veniva soffocato da un sindaco incapace di ascoltare e di farsi coadiuvare nella gestione della cosa pubblica. Tutto ciò ha portato Vibo Unica a ritirare la propria delegazione di Giunta ed il sottoscritto a dimettersi da presidente del Consiglio per dare un segnale forte al sindaco e agli alleati affinché si potesse ripartire azzerando gli errori del passato. Abbiamo teso dunque una mano, chiedendo una rinnovazione della Giunta e dichiarandoci pronti alla collaborazione per amore della città. Ma il sindaco ha preferito fare finta di non ascoltare e scegliere la strada più comoda e cioè evitare l’autocritica e sostituire Vibo Unica con il gruppo Pasqua perpetrando nell’isolamento politico e nella presunzione di sapere amministrare da solo, portando oramai al collasso  una città che vive una situazione emergenziale. Quando il settore ambiente era gestito dall’assessore Russo, espressione di Vibo Unica, la città era pulita e la raccolta differenziata aveva raggiunto percentuali altissime. Questo è un dato non contestabile ed oggettivo. Ciononostante, mi preme evidenziare che alcune forze politiche con le quali in passato si è condivisa una parte di esperienza amministrativa non sono nostre nemiche né si vuole rinnegare il percorso fatto insieme; si può riprendere il cammino interrotto, perché il progetto di base che ha portato all’elezione del sindaco Costa era fondato su principi condivisibili. È il sindaco che ha fallito per non avere compreso egli stesso la portata e la valenza di quel progetto e dunque ora, occorre voltare pagina e proporre un’alternativa. Ma se non si vuole ammettere questo, azionando una capacità critica che oggi sembra assente, se non si vuole costruire l’alternativa, allora non si vuole il bene della città ed il mio gruppo si troverà costretto a nuove battaglie.

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