Provincia Vibo: “grandi manovre” nel centrodestra per la candidatura alla presidenza

Allo stesso tavolo chi l’ente l’ha gestito a lungo con il centrosinistra e chi ne ha criticato ferocemente la gestione. Spunta il nome di Elio Costa ed emergono tutte le contraddizioni

Allo stesso tavolo chi l’ente l’ha gestito a lungo con il centrosinistra e chi ne ha criticato ferocemente la gestione. Spunta il nome di Elio Costa ed emergono tutte le contraddizioni

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“Grandi manovre” al via per conquistare la poltrona della presidenza della Provincia di Vibo. Si avvicina l’appuntamento elettorale del 31 ottobre, resosi necessario dopo la decedenza dalla carica del presidente dell’ente Andrea Niglia a seguito dello scioglimento per infiltrazioni mafiose degli organi elettivi del Comune di Briatico dove era sindaco. Una questione, quella della scelta di personalità “al di sopra di ogni sospetto” cui affidare la guida della Provincia, per nulla affrontata nel corso di un’interpartitica tenuta ieri dal centrodestra vibonese. Seduti attorno allo stesso tavolo: il senatore e coordinatore provinciale di Forza Italia, Giuseppe Mangialavori, il consigliere regionale Vincenzo Pasqua (eletto con il centrosinistra a sostegno di Oliverio e poi passato con Fi), l’ex consigliere regionale Alfonsino Grillo (ex An, lista “Scopelliti presidente”, poi Ap, anche lui ora con Fi), Gaetano Ottavio Bruni (ex presidente della Provincia per due mandati consecutivi con il centrosinistra ed ora Udc), Nico Console (ex assessore comunale a Vibo, Udc), Antonio Fuscà e Pasquale La Gamba (ex assessori comunali a Vibo) per Fratelli d’Italia, Antonio Piserà e Raffaele Riga per la Lega di Salvini, l’ex senatore Francesco Bevilacqua, Salvatore Bulzomì e Domenico Arena per il Movimento sovranista che fa capo a livello nazionale a Gianni Alemanno, Stefano Luciano, Giuseppe Policaro e Vincenzo De Filippis per “Vibo Unica” (alleati e federati con i sovranisti). Allo stesso tavolo del centrodestra, dunque, per discutere del candidato alla presidenza della Provincia di Vibo, anche esponenti politici che al Comune della città capoluogo sono da tempo “in guerra” fra loro, come Forza Italia e “Vibo Unica”. Ma anche chi la Provincia l’ha guidata da presidente per il centrosinistra per ben due mandati consecutivi, come Gaetano Bruni, raccogliendo critiche feroci sulla sua gestione dallo stesso centrodestra con il quale siede ora reclamando la presidenza dell’ente. Per l’Udc vibonese e regionale, infatti, i conti sono già chiusi: il loro candidato alla presidenza della Provincia è Marco Martino, giovanissimo sindaco di Capistrano e segretario nazionale dell’Udc. Il “sigillo” del partito alla candidatura di Martino è arrivato, del resto, anche nel corso di una riunione della direzione regionale dell’Udc tenuta in un hotel di Feroleto Antico dal segretario regionale Franco Talarico. Da quel che trapela, nel corso della riunione tenuta a Vibo, non è stata affrontata né la questione dei motivi per i quali l’ente Provincia ritorna al voto – e cioè lo scioglimento per infiltrazioni mafiose degli organi elettivi del Comune di Briatico che ha fatto decadere anche il presidente della Provincia-, né è stato dato alcun giudizio sull’esperienza politico-amministrativa guidata da Andrea Niglia. Neppure affrontata la “questione morale” più in generale nella scelta del nuovo candidato alla presidenza della Provincia, onde evitare il ripetersi di situazioni come quella appena conclusa che riporta l’ente al voto non di certo per scadenza naturale del mandato. Non poteva del resto essere diversamente per due ordini di ragioni: alcuni dei protagonisti del “tavolo” allestito ora dal centrodestra sono gli stessi del c.d. “Accorduni” fra centrodestra e centrosinistra (Pd, An e Forza Italia) che nel 2014 ha partorito l’esperienza alla presidenza della Provincia appena conclusa; in secondo luogo, alcuni dei protagonisti del tavolo del centrodestra si ritrovano tuttora loro stessi in prima persona coinvolti in processi nelle aule dei Tribunali che vanno dalla  “Rimborsopoli” del Consiglio regionale ai fatti dell’alluvione di Vibo Marina del 2006, sino ai falsi esami all’Università di Catanzaro. La discussione, quindi, posto che l’Udc ha già scelto il nome di Marco Martino, è caduta sul nominativo che l’intero centrodestra ha intenzione di spendere unitariamente per la candidatura alla guida della Provincia. E qui non sono mancate le “sorprese”. Alfonsino Grillo ha infatti tirato fuori il nome del sindaco di Vibo, Elio Costa, anche per la corsa alla presidenza della Provincia.  Una “mossa” che ha fatto emergere ancor di più tutte le contraddizioni di una colazione di centrodestra che si propone di guidare una Provincia portata in dissesto finanziario in poco più di dieci anni dalla sua nascita. Semplice il ragionamento di Alfonsino Grillo: se il giudizio sull’operato politico-amministrativo di Elio Costa come sindaco di Vibo è positivo, allora lo si candidi anche alla presidenza della Provincia. Se invece è negativo, allora non si capisce il motivo per il quale alcune forze politiche (Forza Italia e Vibo Unica in primis) continuano a tenerlo in vita alla guida del Comune capoluogo. Se dunque la riunione del centrodestra di ieri provocherà uno “scossone” anche al Comune di Vibo, lo si vedrà nei prossimi giorni. Sino a giovedì prossimo, infatti, i partiti di centrodestra si sono dati tempo per presentare ognuno il proprio candidato alla presidenza della Provincia, come già fatto dall’Udc. Le “grandi manovre” per trovare un candidato unitario e conquistare la poltrona della presidenza della Provincia sono appena iniziate. Non resta che attendere.   In foto dall’alto in basso: Gaetano Ottavio Bruni, Alfonsino Grillo, Giuseppe Mangialavori, Elio Costa

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