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Il sindaco di Capistrano candidato in pectore alla presidenza di Udc, Luciano e sovranisti risponde a Mangialavori in vista dell’interpartitica e afferma: «Uniti vinciamo ma se il tavolo salta non resterò a guardare»  

Marco Martino
Politica

Il suo è uno dei nomi che con insistenza circolano negli ambienti politici in relazione alle elezioni provinciali del prossimo 31 ottobre a Vibo Valentia. A sostenerlo c’è il partito di cui è coordinatore nazionale giovani, l’Udc, ma anche altri soggetti politici che attualmente siedono al tavolo dell’interpartitica di centrodestra: vale a dire Stefano Luciano e il Movimento nazionale per la sovranità. Si tratta del sindaco di Capistrano Marco Martino che, in relazione alle dichiarazioni  del senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori, pubblicate ieri in esclusiva da Il Vibonese, interviene per chiarire il suo punto di vista. Partendo dalla condivisione di un principio: «Il candidato dello schieramento dev’essere un nome condiviso dall’interpartitica e noi ci accoderemo a ciò che in quella sede emergerà. Anche perché abbiamo la forza per vincere direttamente e non serve aprire ad altri. Le aperture all’esterno hanno senso se c’è qualcuno che vuole condividere il percorso, ma non dobbiamo necessariamente fare la sintesi verso persone che non appartengono al centrodestra avendo la vittoria già in pugno. Solo io ho già 12 sindaci dalla mia parte, senza contare assessori e consiglieri comunali».

Rispetto all’eventualità che la trattativa salti, Martino afferma: «Se si rompe l’interpartitica io non farò "terze liste" ma andrò ad allearmi con chi porta un programma valido. Sulla mia figura, del resto, c’è l’interesse anche da parte del centrosinistra, che aspetta di verificare quello che succederà nel centrodestra, perché l’unico nome in grado di aggregare la sinistra è il mio. Inoltre noi abbiamo anche 10 consiglieri su Vibo: i 7 di Luciano e altri 3 pronti a sostenerci. Da questo punto di partenza, se ti agglomeri al centrosinistra, sulla base di una proposta programmatica e non di interessi politici, allora le condizioni cambiano radicalmente. Ribadisco: decide l’interpartitica e bisogna lavorare per l’unità. Ma se l’interpartitica si rompe e noi facciamo un passo e il centrosinistra ci abbraccia, allora le cose cambiano: significherebbe avere l’egemonia con 44-45 sindaci». Quindi la considerazione finale: «Noi dell’Udc, come del resto hanno giustamente detto le altre forze politiche, pretendiamo rispetto. L’interpartitica, e mi fa piacere che Mangialavori l’abbia rimarcato, è il luogo deputato a questo. Ed ho apprezzato anche il riferimento ai requisiti: sono un segnale di attenzione per la candidatura di un presidente di Provincia, altrimenti potremmo ritrovarci un soggetto politico locale, utile a chiudere accordi, ma che poi si rivela inadatto in partenza perché non ha le capacità di rapportarsi a livelli superiori». 

La precisazione. In relazione a quanto su esposto, il sindaco Marco Martino ha inviato una precisazione che volentieri pubblichiamo non senza specificare, qualora ve ne fosse necessità, che il contenuto dell’articolo è evidentemente, esclusivamente e fedelmente frutto delle dichiarazioni rilasciate telefonicamente a chi scrive dallo stesso esponente politico. (sm)

Di seguito la  precisazione di Marco Martino che integralmente pubblichiamo: “Non condivido in parte l’articolo apparso su Il Vibonese perché sa di sfida. Ho provveduto ad inviare una rettifica giornalistica affinché si capisca ancora una volta che la volontà politica provinciale non deve basarsi su interessi di parte ma su seri programmi politici dialogando soprattutto con chi ha intenzione di offrire spunti di impegno per questo nostro territorio martoriato. Ho già chiarito che l'interpartitica sarà il luogo dove decidere il candidato, che l'unico modo per rompere una interpartitica sarebbe quello di non consentire alla coalizione di decidersi su un nome. Uniti abbiamo già i numeri per vincere ed è in questa direzione che si deve andare. Senza accuse o sfide. Questa situazione sta degenerando come fosse una concorrenza fra me ed il senatore Giuseppe Mangialavori. Non ce ne sarebbe motivo. Noi camminiamo uniti da un'intesa politica tra forze di centrodestra e pertanto sono convinto che si arrivi alla giusta direzione ovvero l'interesse primario della coalizione. Ho ribadito e lo faccio per l'ultima volta di essere disponibile alle volontà che l'interpartitica deciderà. Mi metto da subito al servizio del gruppo come l'ho sempre fatto sino ad oggi con coerenza ed impegno. Sino a quando tutto ciò sarà rispettato la mia linea sarà linare, per il resto quella è un'altra storia e si vedrà”.

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