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Con la firma di altri quattro sindaci vibonesi, già ritenuti vicini all’ex parlamentare serrese, s’infoltisce la lista dei sostenitori della ricandidatura del presidente della Regione e si acuiscono le distanze tra i due (ex) alleati

Bruno Censore e Michele Mirabello, alleanza al capolinea?
Politica

S’ingrossa in maniera consistente la lista dei sindaci calabresi firmatari del documento a sostegno della ricandidatura del presidente della Regione Calabria Mario Oliverio. Da 69, i primi cittadini che appoggiano il governatore in funzione della corsa alla Cittadella del 2019, lievitano fino a 200. Anche nel Vibonese alle iniziali 14 firme se ne aggiungono altre (nello specifico quattro) e sono politicamente significative. Appartengono infatti a sindaci già ritenuti molto vicini alle posizioni dell’ex deputato Pd Bruno Censore, lo stesso che poco più di 15 giorni fa radunava nella sua Serra San Bruno, in occasione della Festa dell’Unità, i frondisti del presidente della giunta regionale, con Carlo Guccione in testa. Dunque cosa succede nel Pd vibonese? L’impressione è che il sostegno dei sindaci (ex) “censoriani” a Oliverio, dunque in contrasto con la linea tenuta dall’ex parlamentare, raffiguri plasticamente la volontà di questi amministratori di sganciarsi da quella posizione. A rafforzare questa ipotesi è il fatto che tra i nuovi firmatari: i sindaci di Arena Antonino Schinella, di Cessaniti Francesco Mazzeo, di Ricadi Giulia Russo e di Vallelonga Abdon Servello, non figura Luigi Tassone sindaco di Serra San Bruno, fedelissimo di Censore. A tessere le trame di questa “operazione sgancio” è il consigliere regionale ed ex segretario provinciale dem Michele Mirabello la cui posizione si sarebbe recentemente e repentinamente distanziata da quella del politico serrese proprio in funzione delle prossime elezioni regionali, appuntamento in vista del quale si dà per molto probabile una candidatura di Mirabello a sostegno di Oliverio e del suo progetto civico fuori dal Pd. È ragionevole pensare ad una mutazione in blocco o quasi degli amministratori “censoriani” in “mirabelliani”? La politica, si sa, è l’arte del possibile e le alterne fortune dell’ex uomo forte di Serra San Bruno, che punta anch'egli ad un seggio alla Regione ma anche alla segreteria regionale di un partito sempre più in declino, contrapposte alle ambizioni di un rampante consigliere regionale in carica in fase di riposizionamento, potrebbero aver convinto gli amministratori locali vibonesi a fare una scelta di campo e a scommettere sull’avvocato di Ricadi. Primo banco di prova di questo nuovo assetto potrebbero essere le imminenti elezioni provinciali che, dalla scelta del candidato alla presidenza in poi, offriranno maggiori elementi per capire in che direzione va il centrosinistra vibonese.       

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