Provinciali, il centrodestra perde pezzi: l’Udc si chiama fuori

Nel mirino l’atteggiamento «offensivo» di Forza Italia. Resta ora da capire cosa faranno gli altri alleati, sovranisti e Luciano in testa, mentre i centristi restano su piazza: «Disponibili al dialogo con altre forze»

Nel mirino l’atteggiamento «offensivo» di Forza Italia. Resta ora da capire cosa faranno gli altri alleati, sovranisti e Luciano in testa, mentre i centristi restano su piazza: «Disponibili al dialogo con altre forze»

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Tanto tuonò che piovve. Le tensioni sotterranee e lo stallo registratosi sulla scelta del candidato unitario del centrodestra per le elezioni provinciali del 31 ottobre, ha infine prodotto un risultato per certi versi prevedibile: quello del naufragio di ogni tentativo di proposta unitaria tra le forze chiamate a comporre l’interpartitica. A sbloccare l’impasse è la mossa dell’Udc che in una breve nota annuncia la volontà di voler abbandonare il tavolo e, dunque, rimettersi in gioco per conto proprio in vista dell’appuntamento elettorale di secondo livello lanciando segnali a “chi ha a cuore il rilancio del territorio”. «La lunga serie di incontri e di riunioni in vista delle elezioni provinciali – si legge nel comunicato diramato dal coordinamento provinciale del partito -, ai quali abbiamo partecipato, ci consegna il dato positivo dell’allargamento del tavolo a “Vibo Unica”. Al di là di questo, dobbiamo purtroppo registrare che non è stato possibile addivenire a una soluzione unitaria, stante l’assoluta chiusura di Forza Italia a ogni proposta rispettosa dell’esigenza, democraticamente avanzata, di realizzare un giusto equilibrio tra le forze della coalizione. A nulla, infatti, sono valse le proposte dell’Udc, tese costantemente alla ricerca di una soluzione unitaria. Il nostro partito ha proposto non solo il superamento dei candidati sul tavolo e la scelta di un candidato, sempre politico, super partes, ma, addirittura, la candidatura del nominativo avanzato da Sovranisti e Vibo Unica. Le suddette proposte sono state ritenute non ricevibili da FI sulla base del principio della “forza dei numeri”. Tale principio – prosegue la nota -, da ritenersi offensivo poiché puramente matematico anziché politico, compromette ogni ulteriore possibilità di dialogo nella ricerca di validi progetti politico-amministrativi che siano alternativi al principio suddetto, già negativamente collaudato e sostenuto da FI al Comune capoluogo. Mentre, di converso, abbiamo apprezzato l’equilibrio e la serenità dimostrata da tutte le restanti componenti del tavolo. Non per questo – conclude il documento – l’Udc ritiene definitivamente chiusa la vicenda Provincia. Siamo anzi disponibili al dialogo con tutte le forze democratiche che abbiano a cuore l’elaborazione di un progetto politico-amministrativo per il rilancio di questo territorio provinciale, anche in direzione di una rinnovata coesione socio-territoriale». 

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