Provinciali, nessun passo indietro sui candidati: centrodestra in stallo

I maggiori azionisti dell’interpartitica (Forza Italia, Udc e sovranisti) non recedono sui nomi dei sindaci Solano, Martino e Arena. Riunione aggiornata in attesa di sviluppi

I maggiori azionisti dell’interpartitica (Forza Italia, Udc e sovranisti) non recedono sui nomi dei sindaci Solano, Martino e Arena. Riunione aggiornata in attesa di sviluppi

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Nulla di fatto. Nessun passo indietro. Restano in piedi le tre candidature dei partiti che siedono al tavolo del centrodestra in funzione della presidenza della Provincia di Vibo. Nell’interpartitica di questa sera vince dunque lo stallo e la riunione si aggiorna a giovedì, giorno entro il quale si confida che Udc, Movimento nazionale per la sovranità e Forza Italia possano raggiungere una sintesi tra le candidature dei sindaci Marco Martino, Antonio Arena e Salvatore Solano e addivenire così ad una scelta univoca in vista dell’appuntamento elettorale del 31 ottobre. Discussione praticamente ingessata sui nomi, che per i rispettivi sponsor politici (l’ex presidente della Provincia Gaetano Bruni, il segretario provinciale dei sovranisti Salvatore Bulzomì e il senatore forzista Giuseppe Mangialavori) rispondono tutti alla perfezione ai criteri individuati dallo stesso tavolo e, dunque, non ravvisano la necessità di recedere di un passo rispetto alla proposta avanzata al tavolo di venerdì scorso. Unico segnale di apertura verso lo sblocco della situazione quello inviato dal Movimento per la sovranità che avrebbe fatto intendere che non sarà la loro proposta (sostenuta da Vibo Unica e che vede nel sindaco di Ionadi Arena candidato presidente) ad ostacolare il raggiungimento dell’obiettivo. Le altre due parti in causa, Udc e Forza Italia, rimangono saldamente sulla stessa posizione in attesa di un passo indietro che, a questo punto, necessiterà di ampie garanzie politiche e di tutta la capacità di mediazione delle controparti. In mancanza di un accordo, il percorso fin qui comune degli alleati sarà inevitabilmente destinato a separarsi.    

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