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Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Msn commentano l’uscita dei centristi dalle trattative: «Stupiti per averlo appreso dalla stampa». Luciano non firma: «Prendiamo atto ma metabolizziamo»  

Politica

«Ci meravigliano molto le ultime dichiarazioni del coordinamento dell'Udc di Vibo Valentia in merito alla decisione di abbandonare il tavolo per le candidature del centrodestra. Prendiamo atto di questa decisione, ma non possiamo esimerci dal precisare alcuni punti fondamentali. Le riunioni interpartitiche di queste ultime settimane si sono svolte in un clima di grande armonia e di proficua collaborazione tra tutte le parti coinvolte, inclusa l'Udc, di cui abbiamo apprezzato lo sforzo di voler raggiungere una posizione unitaria per il rafforzamento del centrodestra vibonese. Una necessità, questa, condivisa da tutti gli altri partiti della coalizione, in un contesto nel quale nessuna forza politica ha mai voluto imporsi sull'altra né, tanto meno, marginalizzarla».

È questo l’attacco di un documento diramato dall’interpartitica di centrodestra che da alcune settimane si confronta sulle strategie politiche e suoi nomi da proporre in vista delle elezioni provinciali del prossimo 31 ottobre. «Le riunioni - si chiarisce nella nota sottoscritta da Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e Movimento per la sovranità nazionale - sono dunque state condotte nel rispetto del principio di collegialità e delle singole posizioni e convinzioni politiche. L'obiettivo che tutto il centrodestra si è posto è stato quello di lavorare per la vittoria alle prossime elezioni provinciali. È innegabile, tuttavia, che nel corso delle varie riunioni siano emerse posizioni politiche divergenti e difficilmente conciliabili: l'Udc ha fatto le sue legittime proposte, così come del tutto legittime sono state le proposte degli altri interlocutori. Non si tratta, perciò, di prevaricazione di una forza politica su un'altra, quanto di due visioni opposte che non possono dare luogo ad alcuna unità di prospettiva. L'impegno dialettico e programmatico è stato franco e paritario, ma non ha evidentemente accontentato tutte le parti in causa».

I sottoscrittori del documento aggiungono: «rispettiamo, pertanto, la presa di posizione dell'Udc ma, al tempo stesso, chiediamo lo stesso rispetto per le altrettanto legittime rivendicazioni di tutti gli altri partiti che compongono la coalizione. Non colpevolizziamo l'Udc per la scelta di abbandonare l'interpartitica, ma rivendichiamo con forza la fondatezza delle altre posizioni politiche emerse durante i vertici che si sono susseguiti nelle ultime settimane. Riteniamo che addossare responsabilità o puntare il dito contro le convinzioni di altre forze politiche non siano atteggiamenti consoni a un partito maturo e di governo. Prima di apprendere la decisione di lasciare il tavolo dagli organi di stampa, ci saremmo infine aspettati una comunicazione formale al tavolo già convocato per giovedì prossimo. In ogni caso, non possiamo far altro che prendere atto della scelta e augurare all'Udc di proseguire con successo il suo impegno politico. Il confronto tra tutti gli altri partiti di centrodestra continuerà anche nei prossimi giorni, nella consapevolezza che da questa unione passa il futuro politico dell'intera provincia di Vibo Valentia».

Non sfugge la mancata sottoscrizione del documento da parte di un’altra componente del tavolo, quella rappresentata da Vibo Unica e dal suo leader Stefano Luciano che sul punto, a Il Vibonese ha dichiarato: «Prendiamo atto dell’abbandono del tavolo da parte dell’Udc, metabolizziamo questo dato politico e apriamo un confronto all’interno di Vibo unica, realtà complessa che va oltre il consiglio comunale di Vibo e che sta strutturando legami sul territorio. Lo scenario politico è indubbiamente cambiato e noi dobbiamo avere il tempo di metabolizzarlo nel pieno rispetto delle forze politiche che siedono al tavolo del centrodestra e che non hanno sollevato nessuna eccezione quando io mi sono seduto».  

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