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L’ex presidente della Provincia si sfoga contro la stampa e gli ex alleati del Pd e afferma: «Io tirato in ballo in maniera strumentale. Ma questa battaglia non mi appartiene»

Francesco De Nisi
Politica

Le liste sono ormai in “ghiaccio”. Le posizioni più o meno cristallizzate. Le polemiche delle ore scorse appaiono stemperate. Così, dopo giorni di strategie, manovre, accuse e veleni, ora a "bocce ferme" a parlare è uno dei protagonisti del dibattito sorto attorno alle imminenti elezioni provinciali del 31 ottobre a Vibo. Si tratta dell’ex presidente della stessa Provincia Francesco De Nisi che ricostruisce in un suo resoconto i passaggi cruciali della fase preparatoria di liste e schieramenti, con particolare riferimento alle ricostruzioni fornite dalla stampa, non mancando di segnalare quelle che, a suo avviso, sarebbero «illazioni, alcune delle quali al limite della querela» emerse in questi giorni. De Nisi interviene dunque per «chiarire di fronte all’opinione pubblica» come «sollecitato da tanti amministratori locali che non si riconoscono nel Pd e nel centrodestra, ho accettato di impegnarmi a costruire una lista senza colore politico, distante dai due poli destra-sinistra, con il solo fine di dare rappresentanza in consiglio provinciale alle voci che non si riconoscono nei soliti blocchi vibonesi. E’ forse un reato questo?». Da questi intenti, spiega ancora De Nisi, nasce l’incontro «con l’ex presidente Bruni ed altri amici e, dopo alcune interlocuzioni, sera di mercoledì 10 ci siamo ritrovati con tutti i partecipanti alla lista per predisporre la documentazione. Per la componente di Bruni erano presenti Marco Martino e Pasquale Fera. In quella sede ci è stata prodotta l'accettazione delle candidature del sindaco e di un assessore di Dinami nonché del sindaco di Spadola. Ciò è avvenuto, naturalmente, senza coercizione alcuna e senza rinvio ad altre discussioni per la presentazione della lista. Perché allora qualcuno ha scritto che avrei fregato a Bruni le accettazioni di candidatura?». Il riferimento dell’ex presidente della Provincia è all’asserita volontà di rinunciare alle candidature nella lista “Civilmente impegnati” da parte di tre amministratori di area Bruni-Udc. 

«Quanto all’accusa di essere stato ondivago tra destra e sinistra - prosegue De Nisi -, ribadisco ancora una volta (ma vedo che non se ne vuole proprio prendere atto) che non possiedo alcuna tessera partitica dal 2016 allorquando, essendomi stato impedito di partecipare al congresso, ho deciso di non far più parte del Pd e non prenderne più la tessera. In ragione di ciò, alle politiche del 2018 da persona libera ho deciso di votare per il senatore Mangialavori e per la deputata Ferro, ritenendoli più idonei a rappresentare i bisogni del territorio. Quanto alle prossime provinciali, ho partecipato ad una sola riunione, la prima, indetta dal senatore Mangialavori. Messo in chiaro dai presenti che il tavolo era riservato a forze politiche del centrodestra, non facendo io parte di alcuna forza di centrodestra non ho più partecipato agli incontri successivi, seppur invitato, anche perché, concluso il tavolo con la scelta del candidato, nessuno ha pensato di allargare la coalizione a liste civiche». Quindi le vicende degli ultimissimi giorni, quando, secondo De Nisi, «qualcuno ha voluto artatamente costruire castelli in aria dopo un mio veloce incontro con il presidente della Regione, o meglio un veloce saluto di pochissimi minuti, all'ingresso dell'aeroporto di Lamezia con migliaia di persone intorno. Saluto immortalato dal solito passante che, stranamente, si trovava a passare di là e ha mandato subito la foto al solito sito on line, e questa foto è diventata la prova del misfatto, di cui vergognarsi. Perché dovrei vergognarmi per un veloce saluto, peraltro nemmeno programmato e per di più all’ingresso dell’aeroporto? Si vergognassero invece coloro, di destra e di sinistra, che dal Governatore vanno a chiedere favori e prebende». Per l’ex presidente, dunque, l’incontro - per quanto veloce - tra un navigato politico accompagnato dal gruppo con il quale ha poi messo in piedi una lista per le Provinciali e un presidente di Regione non è notizia degna di essere ripresa dal “solito” sito on line. Intanto “solito” - chiaramente riferito a Il Vibonese - lo prendiamo come un titolo di merito, in quanto “soliti” a dare conto di fatti d’interesse pubblico, per quanto questi siano indigesti ai protagonisti. In secundis, sì, se nel bel mezzo del bailamme elettorale, un navigato politico e il suo gruppo incontrano un presidente di Regione, all’aeroporto con migliaia di persone intorno, al bar, in ristorante o al chiuso di una stanza in Regione, questa è una notizia. E noi in ossequio al nostro lavoro e ai nostri lettori, la dobbiamo dare. E la diamo con tanto di prova incontestabile - la foto - e con la nostra lettura che, ad oggi, e tantomeno nelle attuali precisazioni di De Nisi, non è mai stata smentita.       

Prosegue l’ex presidente «stiano sereni coloro che nel Pd sentono a rischio la loro poltrona per un mio presunto avvicinamento al partito: non ho alcuna intenzione di tornare nel Pd. Piuttosto che parlare sprezzantemente di “qualche modesto dirigente che è andato via”, farebbero meglio a chiedersi perché a Vibo e provincia abbiano abbandonato il partito migliaia di elettori. E stiano sereni anche coloro che per anni sono stati nelle grazie di governatori e potenti: potranno continuare a gestire e a prendere ciò che vogliono, io non sono affatto interessato a far parte di cerchi magici. Così come non sono interessato ad entrare nella cerchia di politici rampanti che pensano di programmare il futuro dei popoli e non si accorgono che le amministrazioni che guidano lasciano morire città e paesi nel degrado e tra i rifiuti». Lo sfogo, dopo aver lambito stampa e ex compagni partito, ritorna sulla lista presentata per le Provinciali. «Non ho presentato il candidato a presidente perché il mio intento è far partecipare amici amministratori locali alla vita democratica della Provincia da semplici consiglieri. Ho lasciato l'incarico di presidente da sette anni e non voglio ora partecipare né direttamente né tramite amici, ad alcuna forma di gestione. Chiaro, dunque, perché non ho presentato la candidatura a presidente? Quando deciderò di aderire ad altra parte politica lo farò pubblicamente, a testa alta. Quanto, infine, alla prossima competizione provinciale, vinca il migliore. E' una battaglia che non mi appartiene e non accetto di essere trascinato, strumentalmente, da nessuna parte in campo».

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