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Convocata una conferenza stampa questa mattina in via Argentaria. Il circolo di Arena chiede la testa dei consiglieri comunali vibonesi e tira in ballo l’incarico di Pitaro nella struttura di Mirabello. Ma c’è anche chi festeggia

Politica

Ipse dixit. Parole di condanna che adesso si ritorcono contro colui che le pronunciò. Sono quelle articolate pubblicamente dal consigliere comunale del Pd di Vibo Giuseppe Cutrullà all’indomani della sua elezione in consiglio provinciale nella precedente tornata, quando l’esponente democratico si scagliava contro coloro che scelsero di non appoggiare il partito in quella consultazione, rimbrottandoli così: «Non è possibile e tollerabile che ci siano consiglieri tesserati con il Pd che non votano il Partito democratico. Se avessero un minimo di coscienza o pudore dovrebbero andare via con le proprie gambe, perché ci vuole appartenenza, altrimenti non si va da nessuna parte». Quelle frasi vengono adesso rispolverate dal circolo del Pd di Arena per «rimarcare l’incoerenza, anzi il tradimento perpetrato nei confronti del partito, dei suoi candidati nonché di migliaia di iscritti e militanti» dal momento che, adesso, in occasione del voto provinciale del 31 ottobre proprio Cutrullà ed altri cinque consiglieri comunali vibonesi hanno voltato le spalle al partito. «Se - incalza il circolo - fossero coerenti con quanto sostenuto all’indomani delle scorse elezioni provinciali lascerebbero in maniera spontanea il partito che hanno tradito. Ci aspettavamo una decisione in questo senso, ma è evidente che i sei consiglieri comunali del Pd hanno la faccia foderata di piombo. Un atteggiamento che non possiamo e non vogliamo tollerare. Soprattutto in un contesto storico in cui il Pd ha bisogno di ritrovare se stesso, il suo popolo e i suoi amministratori, bene farebbero i vertici provinciali e regionali del partito a lanciare un messaggio di serietà e rigore, espellendo coloro i quali in maniera peraltro palese hanno votato contro le indicazioni del partito e a favore dei candidati di centrodestra. È arrivato il momento - tuona il circolo al quale è iscritto il già candidato alla presidenza Antonino Schinella - di mettere alla porta traditori e arrivisti: si pensi, solo per fare un esempio all’avvocato Vito Pitaro: da segretario particolare del consigliere regionale Michele Mirabello, ha percepito un compenso mensile pari a 3.722,73 euro che non gli sono bastati per esprimere gratitudine, coerenza e appartenenza nei confronti di un gruppo e di un partito che gli hanno consentito guadagni personali, da giugno 2016 ad agosto 2018, per oltre 100mila euro». (L'articolo prosegue sotto la pubblicità)

Redde rationem. Una resa dei conti, nel vero senso del termine, richiesta a gran voce dunque dalla base del partito che potrebbe trovare una risposta proprio questa mattina alle ore 12, quando in via Argentaria a Vibo nella sede della Federazione, è stata convocata una conferenza stampa alla presenza del segretario provinciale Enzo Insardà, del deputato Antonio Viscomi, del sindaco di Pizzo Gianluca Callipo, del consigliere regionale Michele Mirabello e del candidato alla presidenza Antonino Schinella. Tira aria di epurazione ma non è da escludere che le determinazioni finali possano essere di diverso indirizzo, anche perché l’interlocuzione tra i protagonisti dello strappo, Pitaro e il capogruppo Russo, con i vertici del partito, è andata avanti ancora anche in queste ore, davanti a un caffè, forse nel tentativo di trovare soluzioni meno drastiche e far rientrare lo scandalo. Sul banco degli imputati potrebbe finire anche il segretario del circolo cittadino del Pd, Francesco Pacilè. Posizione scomoda la sua, tanto più per aver offerto garanzie sulla tenuta del gruppo consiliare vibonese, poi puntualmente smentite dai fatti.  

Ma c’è chi fa festa. Per un Pd in affanno ve n’è un altro che festeggia. È quello del circolo cittadino di Sant’Onofrio che esprime giubilo per la rielezione nel consiglio provinciale dell’assessore comunale Gregorio Profiti. Il circolo si dice «soddisfatto della linea politica intrapresa che mira ad una forte coesione di partito a tutti i livelli, principalmente quindi a quello provinciale, ritenendo importante che il partito si svincoli da ogni forma di correnti interne che fino ad oggi hanno lacerato la struttura del partito».

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