Elezioni provinciali, le sirene di Forza Italia sulle scelte dei consiglieri Pd di Vibo

Mentre si festeggia l’elezione a sindaco di Tropea del candidato forzista Nino Macrì, nella sua segreteria compare il capogruppo dem a Palazzo Luigi Razza Giovanni Russo. Un segnale in vista del 31 ottobre? L’interessato minimizza: «Non c’è nulla di male»

Mentre si festeggia l’elezione a sindaco di Tropea del candidato forzista Nino Macrì, nella sua segreteria compare il capogruppo dem a Palazzo Luigi Razza Giovanni Russo. Un segnale in vista del 31 ottobre? L’interessato minimizza: «Non c’è nulla di male»

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Macrì brinda nella sua sede. Sullo sfondo Russo
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Una rondine non fa primavera. Un indizio non fa una prova. Una foto non fa un accordo. In politica però nessun elemento è semplicemente frutto del caso, e tutto alla fine trova una sua “coerenza”. Così se il capogruppo del Partito democratico al Comune di Vibo si presenta nella segreteria del coordinatore cittadino di Forza Italia a Tropea (nonchè vicecoordinatore provinciale), nel bel mezzo dei festeggiamenti per la sua fresca elezione a sindaco della cittadina costiera, la cosa non passa certo inosservata. È il caso di Giovanni Russo, portavoce dem a Palazzo Luigi Razza, immortalato “in casa” di Nino Macrì mentre i molti convenuti salutano il responso elettorale che ha sancito la vittoria dell’avvocato tropeano a capo di una lista denominata non casualmente Forza Tropea. Tra questi anche il senatore forzista Giuseppe Mangialavori che ha attivamente supportato il suo candidato Macrì nel corso della campagna elettorale che lo ha visto contrapporsi ad altre tre formazioni civiche. La presenza di Russo rischia, però, di diventare un caso che irrompe nel pieno della campagna elettorale per le elezioni provinciali del prossimo 31 ottobre e che vedono il suo partito schierato a favore della candidatura a presidente del sindaco di Arena Antonino Schinella, cui si contrappone dalla sponda del centrodestra quella del sindaco di Stefanaconi Salvatore Solano. Determinanti nel far pendere la bilancia a favore dell’uno o dell’altro contendente sono, com’è noto, i voti dei consiglieri comunali vibonesi, ai quali la norma attribuisce il valore ponderato più consistente. Ed è in questo quadro che le scelte che compiranno proprio i sei rappresentanti dem a Palazzo Razza sono oggetto di particolare interesse. Non è affatto scontato, infatti, che quei voti vadano al candidato Pd Schinella. Anzi, da giorni si parla con insistenza della possibilità che le preferenze di un manipolo di quattro consiglieri comunali – che farebbe riferimento all’ex dirigente Vito Pitaro – possano orientarsi proprio al versante opposto. Farà così anche Russo? L’interessato minimizza la portata politica della sua presenza nello studio di Macrì tra brindisi e congratulazioni. «Non ci vedo nulla di male – ha riferito a Il Vibonese -. A Tropea c’erano solo liste civiche e il Pd non era ufficialmente schierato. Anzi molti iscritti hanno sostenuto proprio Macrì e non vedo perché io non possa andare a seguire lo spoglio nella sede di uno o di un altro candidato. Se fossi andato da Romano allora si sarebbe detto che ero con la Lega?». Russo respinge anche l’impressione che – alla vigilia delle Provinciali – la sua comparsata in casa Forza Italia possa apparire come un’apertura verso quella sponda. «Non c’è nessun dialogo con Mangialavori, né con Forza Italia. Sono le solite dicerie che si verificano in prossimità delle elezioni provinciali. Pettegolezzi, nulla di più». Quale la posizione di Russo, quindi, in vista del 31 ottobre? «Vediamo quanto emergerà dalla Direzione di oggi (il partito si riunisce alle 16.30 per fare il punto sul voto provinciale, ndr) – riferisce sibillino -, si tratta peraltro della prima riunione alla quale il gruppo consiliare viene invitato. Io ascolterò come sempre fatto e alla fine trarrò le conseguenze, sperando che non sia una perdita di tempo. Di certo posso dire che non esistono due gruppi del Pd al Comune. Si dicono e si leggono tante cose, ma non esiste il gruppo di Pitaro piuttosto che quello di Russo. Esiste un unico gruppo del Partito democratico e questo, alle Provinciali, si muoverà compatto».  

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