Pd: voti alle Provinciali di Vibo al centrodestra, i “dissidenti” lodano Insardà – Video

In attesa delle decisioni della Commissione di garanzia per i consensi finiti al candidato di Forza Italia, il gruppo consiliare dei "franchi tiratori" tende la mano al segretario provinciale e dichiara che lo stesso ha capito le loro motivazioni

In attesa delle decisioni della Commissione di garanzia per i consensi finiti al candidato di Forza Italia, il gruppo consiliare dei "franchi tiratori" tende la mano al segretario provinciale e dichiara che lo stesso ha capito le loro motivazioni

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I sei consiglieri comunali di Vibo del Pd nella sede di via Argentaria
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Dall’accusa alla difesa. Due parti contrapposte ed un unico comune denominatore: sottolineare le mancanze da parte del governo regionale in termini di attenzioni sulla città e l’inefficienza dell’amministrazione comunale firmata Elio Costa. Il Pd risponde al Pd. A pochi giorni dal duro j’accuse nei confronti dei cosiddetti dissidenti, accusati di trasversalismo di convenienza, rei di non aver sostenuto il candidato ufficiale del Partito alle ultime elezioni provinciali (Antonino Schinella), i protagonisti in seno al consiglio comunale di Vibo rispondono in una conferenza stampa indetta proprio all’interno della sede delle federazione provinciale di Via Argentaria. La casa del PD vibonese. Un chiarimento arrivato a poche ore dalle considerazioni del segretario provinciale Enzo Insardà. Insomma, in perfetto stile politichese e a poco meno di 15 giorni dal pasticciaccio di Palazzo Ex Enel, il Pd vibonese prova a voltare pagina cercando di mettersi alle spalle i voti finiti al centrodestra ed al candidato alla presidenza della Provincia, Salvatore Solano, sostenuto da Forza Italia ed in primis dal senatore azzurro Giuseppe Mangialavori. Un percorso difficile, ma Giovanni Russo, capogruppo del Pd in consiglio comunale, mostra serenità e definisce il segretario Enzo Insardà un “galantuomo ed un grande dirigente di partito che più di ogni altro ha capito la situazione e le nostre motivazioni e apre per un dialogo che possa rivederci tutti assieme nuovamente”. Resta naturalmente da capire come l’opinione pubblica, i semplici iscritti del Pd e gli elettori giudicheranno tale modus operandi che, piaccia o meno, ha visto ben sei consiglieri comunali del Pd di una città capoluogo di provincia esprimere le loro preferenze per la lista ed il candidato espressione del centrodestra. 

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