Vibo, Costa rilancia: «Con l’appello di Mangialavori il mio è un mandato più ampio» – Video

In una lunga intervista a Vibonese e LaC il sindaco conferma di puntare alla scadenza naturale e spiega: «Se non siamo riusciti ad essere incisivi è perché non abbiamo una burocrazia idonea. Sono rammaricato che i cittadini non vedano i nostri sforzi» 

In una lunga intervista a Vibonese e LaC il sindaco conferma di puntare alla scadenza naturale e spiega: «Se non siamo riusciti ad essere incisivi è perché non abbiamo una burocrazia idonea. Sono rammaricato che i cittadini non vedano i nostri sforzi» 

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Il sindaco di Vibo rimane in sella
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«Non so se dopo l’appello di Mangialavori l’Amministrazione perda pezzi o non mira a guadagnare ulteriori pezzi. Se si legge attentamente la lettera di Mangialavori si capisce che è una lettera aperta che si rivolge a tutti i gruppi consiliari che hanno a cuore le sorti della città, affinché diano il loro contributo perché si possa arrivare, attraverso un azzeramento della Giunta, a fine consiliatura mediante la realizzazione di un programma ben individuato e ben preciso. Dopo questa lettera mi sento, non dico più forte, ma ho un mandato un po’ più ampio con la possibilità di sondare se esistono prospettive nei confronti di altri gruppi che io apprezzo, malgrado l’opposizione costante che viene fatta, per la linearità che hanno rispetto al bene della città». È questo il passaggio fondamentale della lunga intervista rilasciata questa mattina dal sindaco Elio Costa alle testate Il Vibonese e LaC News in merito alla crisi politica che si registra in queste ore al Comune di Vibo e che ha visto – allo scopo di rilanciare l’attività amministrativa – il ritiro della delegazione di Giunta espressione del senatore Giuseppe Mangialavori. Una mossa con la quale il coordinatore di Forza Italia contestualmente apre ad una sorta di “Governo di salute pubblica” appellandosi alle forze presenti in Consiglio affinché mostrino responsabilità e al sindaco perché apra a quanti vogliono spendersi per il bene della città. Mossa accolta dunque con favore dal sindaco che raccoglie l’ennesimo salvagente lanciato al suo indirizzo dalle forze della sua maggioranza, schivando per il momento la “minaccia” rappresentata dalla mozione di sfiducia promossa dal gruppo consiliare del Partito democratico e sostenuta dai Progressisti per Vibo. Ma nell’intervista rilasciata al direttore del tg di LaC Tv Cristina Iannuzzi, Costa si lascia andare a una valutazione più ampia sui risultati fin qui ottenuti nel corso del suo mandato, tirando in ballo senza mezzi termini l’apparato burocratico. L’Amministrazione è stata commissariata dalla burocrazia? Viene chiesto al primo cittadino. La risposta lascia spiazzati. «Esiste una burocrazia? – controdomanda Costa – Il problema è proprio il contrario: l’Amministrazione non poteva essere commissariata dalla burocrazia perché questa è inesistente. C’è un solo dirigente. E se l’Amministrazione non ha avuto la possibilità di svolgere incisivamente la sua attività è proprio per mancanza di una burocrazia. Non c’è una burocrazia idonea che consenta di svolgere tutta l’attività, in quanto c’è solo un dirigente che si deve occupare di tutto – ha ribadito il sindaco – ed un mio grande rammarico è proprio quello di non essere riuscito ancora a fare, per mancanza di fondi, un nuovo direttore generale, o meglio un nuovo dirigente che si occupi di lavori pubblici e dell’urbanistica». 

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Il sindaco si rammarica poi anche del fatto che «i cittadini non siano a conoscenza di ciò che in realtà noi abbiamo fatto in questi anni». Specie «in riferimento a ciò che abbiamo trovato nelle casse comunali. Eppure – aggiunge – siamo sempre riusciti a pagare gli stipendi e tutti i debiti, a mantenere le condizioni minime di vivibilità. Ora la città (seppure con qualche problema sporadico dovuto al fatto che i cittadini per la verità non sono molto rispettosi delle regole) rispetto a come io l’ho trovata presenta un aspetto diverso e migliore». Altro rammarico del sindaco è legato ai lavori del teatro. «Contavo di terminare il teatro entro questo dicembre» ha affermato «ma devo ritardare perché (ed in questo la burocrazia non ha funzionato molto bene) ci sono stati problemi in alcuni atti per ottenere l’ultima parte del mutuo». Costa resta dunque arroccato sui suoi punti fermi: il presunto miglioramento del decoro urbano (nonostante tutti gli indicatori restituiscano dati negativi e la percezione dei cittadini li confermino); la tenuta di una maggioranza ormai indefinita che ha visto l’avvicendarsi di innumerevoli esponenti in Giunta e, dulcis in fundo, la tenacia nel completamento di un’opera pubblica, divenuta bandiera e mission del suo mandato. Quel teatro – struttura certamente importante e prestigiosa ma non prioritaria per la città – che in attesa della sua inaugurazione, a parere di molti, ha già avviato la sua prima stagione scegliendo come palcoscenico un consiglio comunale in cui si consuma ormai un’autentica tragedia ai danni della città. In attesa che un salvifico sipario cali definitivamente su uno spettacolo ormai indigesto ai vibonesi. Guarda l’intervista completa: 

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