Crisi al Comune di Vibo, Luciano: «No a larghe intese. Costa può anche dimettersi»

Il leader di Vibo Unica boccia l’apertura del sindaco per una ripartenza all’insegna della collegialità e spiega: «Questa amministrazione ha fatto il suo corso, è ora di tornare al voto» 

Il leader di Vibo Unica boccia l’apertura del sindaco per una ripartenza all’insegna della collegialità e spiega: «Questa amministrazione ha fatto il suo corso, è ora di tornare al voto» 

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Arriva il primo “niet” ufficiale al tentativo di allargamento della maggioranza operato dal sindaco Elio Costa nell’estremo sforzo di prolungare la durata di una consiliatura minata alle fondamenta dalle strategie politiche e dai risultati deludenti sul piano amministrativo. A chiamarsi fuori da eventuali governi di “salute pubblica”, invitando poi il primo cittadino a dare seguito ai suoi intendimenti ponendo anzitempo fine al mandato, è il leader di Vibo Unica – gruppo che conta 7 esponenti in Consiglio – Stefano Luciano. Il suo capogruppo ieri ha preso parte, unitamente agli altri rappresentanti dei gruppi presenti nell’emiciclo ad eccezione dei “Progressisti per Vibo” di Antonio Lo Schiavo, alla riunione convocata dal sindaco Costa per sondare il terreno per una ripartenza con il contributo di tutte le forze in Consiglio, previo azzeramento della Giunta. «Per quanto ci riguarda, in proposito – spiega ora Luciano – si ritiene di rispondere al sindaco, ribadendo la nostra posizione già pubblicamente espressa e così sintetizzata: riteniamo che, vista l’assenza di idonea discussione sui tavoli politici, la presente esperienza amministrativa abbia esaurito il suo corso e che oggi la città di Vibo Valentia merita un cambio di passo che può avvenire solo con nuove elezioni ed un nuovo governo amministrativo; non vogliamo alcun posto in giunta né contribuire alla formazione di nuove maggioranze politiche; ci siamo dichiarati disposti a votare la mozione di sfiducia qualora questa fosse stata presentata in aula nelle forme corrette ed oggi riteniamo che l’annunciata iniziativa del sindaco di rassegnare le dimissioni vada nella giusta direzione».

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