Crisi al Comune di Vibo, il sindaco Elio Costa azzera la Giunta

Arriva il decreto di revoca che riguarda l’esecutivo nella sua interezza e prelude alla formazione di un “governo tecnico” basato su pochi punti e su un allargamento del perimetro della maggioranza 

Arriva il decreto di revoca che riguarda l’esecutivo nella sua interezza e prelude alla formazione di un “governo tecnico” basato su pochi punti e su un allargamento del perimetro della maggioranza 

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Il sindaco Costa e il suo vice Bellantoni
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Il sindaco di Vibo Valentia Elio Costa fa la sua mossa nell’ottica di un allargamento della maggioranza e della formazione di una Giunta tecnica che possa traghettarlo fino alla scadenza naturale del mandato. Nel pieno della crisi politica che da settimane imperversa su Palazzo Luigi Razza, il primo cittadino ha proceduto questa mattina all’azzeramento della giunta comunale nella sua interezza. Lo ha fatto con un decreto di revoca delle precedenti nomine nel quale testualmente si legge come il provvedimento sia frutto della “particolare situazione politica per cui appare opportuno procedere alla revoca dei precedenti decreti di nomina dei componenti della giunta comunale e quindi all’azzeramento di tutte le deleghe, anche in funzione della prospettiva di riduzione del numero dei medesimi, per diminuire i costi della politica”. Dopo le recenti dimissioni degli assessori Francesco Pascale (Attività produttive), Lorenzo Lombardo (Lavori pubblici) e Raffaele Manduca (Personale) – in quota Forza Italia – e di Giuseppe Macrì espressione di Liberamente insieme (Bilancio), decadono quindi dall’incarico anche il vicesindaco Raimondo Bellantoni (Cultura) e gli assessori Silvia Lara Riga (Innovazione), Katia Franzè (Urbanistica), Maria Concetta Marrella (Politiche sociali) e Antonella Sette (Ambiente). Il passaggio lascia intendere che Costa abbia già pronta una lista di almeno sette assessori con i quali portare avanti un programma amministrativo di fine mandato basato su pochi punti prioritari. Resta da capire chi ne entrerà a far parte dopo il diniego giunto dai gruppi Vibo Unica e Progressisti per Vibo. Dando per acquisita la riconferma della fiducia da parte della sua attuale “maggioranza”, tutti gli indizi per un potenziale allargamento del perimetro della stessa portano verso i sei consiglieri eletti con il Pd, attualmente diffidati a parlare a nome del partito, promotori nei giorni scorsi di una mozione di sfiducia nei confronti dello stesso Costa.     

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