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Dure critiche all’atteggiamento tenuto dal coordinatore provinciale Piserà nei confronti del tesserato che chiede il commissariamento: «Mi sarei aspettato un intervento degli organi superiori»

Il coordinamento cittadino della Lega
Politica

Non accennano a placarsi le polemiche in seno alla Lega vibonese dopo il duro botta e risposta tra Mino De Pinto, militante della “prima ora” del partito, e il coordinatore provinciale dello stesso Antonio Piserà. Il video messaggio pubblicato ieri da quest’ultimo sulla sua pagina Facebook ha scatenato una ridda di polemiche allorquando Piserà ha tirato in ballo vicende giudiziarie riguardanti De Pinto per motivare la scelta di escluderlo da posizioni verticistiche all’interno dell’organigramma vibonese della Lega. L’interessato, promettendo querele, ha respinto al mittente le accuse ribadendo la richiesta ai dirigenti regionali di commissariare il partito a Vibo sulla base dell’assunto che nello stesso vi sarebbe un deficit di democrazia incarnato dallo stesso Piserà, poco incline al dialogo e al confronto. Sulla vicenda torna oggi il vicecoordinatore provinciale Raffaele Riga il quale, a dimostrazione di come le acque siano tutt’altro che calme, prende apertamente le parti di De Pinto e bacchetta il suo diretto superiore. «Le richieste di dialogo del tesserato De Pinto - afferma infatti -, sono rimaste inascoltate dal coordinatore Piserà e ciò a comportato che in poche ore una serie di eventi si sono manifestati tutti insieme. La sua risposta tramite Facebook, non rispondeva in merito alle accuse mosse ma entrava nella sfera privata del tesserato, che non competono al coordinatore essendo argomentazioni non attinenti alle osservazioni sulla gestione politica del partito». Per Riga, Piserà ha fatto ricorso a un "monologo". Tipico di «persone che vogliono tenersi stretto il diritto di parola, esponendo e facendo valere il proprio punto di vita senza lasciare la possibilità all’interlocutore di far sentire la sua voce. Si finisce così per mantenere ognuno la propria posizione. Nel dialogo vero e proprio, invece, ci si deve confrontare, tutti devono contribuire e arrivare a un risultato che sia di beneficio per tutti. Intervengo - spiega Riga (in foto a lato con Salvini) - nell’intento di porre fine a questa situazione che non giova per nulla al mio partito e che non fa altro che dare un pessima immagine di esso». A parere del vicecoordinatore, Piserà «doveva aprire già un dialogo e un confronto per evitare che la situazione arrivasse a tal punto, senza perdere del tempo utile, insieme e uniti si vince, i rancori all’interno di un partito non giovano e nemmeno l’arroccarsi su posizioni di autorità. Instaurare un dialogo a tutti i livelli dell’organizzazione significa che ognuno può dare il proprio contributo per migliorare i progetti, per rafforzare i rapporti all’interno della Lega, per fissare obiettivi. Ascoltare e mettersi in una posizione di apertura al dialogo richiede grande allenamento e forza di volontà, propensione a venirsi incontro. In un dialogo che sia reale e fruttuoso i militanti, infatti, devono trattarsi alla pari, stare a sentire con empatia l’altro e condividere la volontà di raggiungere un punto comune di mediazione». Quindi la considerazione: «Mi sarei aspettato che gli organi superiori del partito si fossero attivati a ruolo di mediatori, divenendo arbitri di una partita che non si sarebbe dovuta mai giocare, se le parole fossero state ascoltate. Dunque invito tutti i tesserati della Lega al confronto e invito caldamente tutti a mettere da parte i rancori per procedere verso gli obiettivi che ci siamo prefissati quando abbiamo deciso di percorrere insieme questa esperienza politica nella Lega».

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