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Pensionandi e pensionati di Palazzo Luigi Razza si dicono pronti a schierare un centinaio di candidati guidati dal capolista Antonello Nusdeo: «Nessuno meglio di noi può gestire il Comune»

Politica

«L’idea è quella di tentare di realizzare un’amministrazione comunale di salute pubblica con alla base l’esperienza dei dipendenti comunali soprattutto quelli in pensione o pensionandi. Perché, chi meglio di un dipendente comunale, che nell’arco di oltre quarant’anni di servizio al Comune di Vibo Valentia, dopo aver appreso tanto, è in grado di spendersi per un più adeguato funzionamento della macchina burocratica? Certamente, visto come sono andate le cose nelle ultime tre amministrazioni comunali che si sono succedute a Palazzo Luigi Razza, nessuno!». Una provocazione? Forse. Quella lanciata da un nutrito gruppo di dipendenti comunali vibonesi in vista del rinnovo del consiglio comunale della città capoluogo potrebbe essere facilmente derubricata come una delle tante trovate estemporanee che fioccano nel corso di ogni campagna elettorale. Tuttavia, i promotori in questo caso dimostrano di avere le idee abbastanza chiare proponendo già in partenza il nome del proprio portabandiera e della lista che ne rappresenterà le istanze: rispettivamente Antonello Nusdeo e “Dc Vibo Valentia”, dove per “Dc” si intende evidentemente “dipendenti comunali”. Un compito, quello di governare il Palazzo, che i novelli candidati ritengo di essere in grado di svolgere come nessuno. Meglio di loro assicurano, infatti, non è all’altezza di farlo la politica «quella con la “P” maiuscola, perché gli ideali politici non esistono proprio più. Non lo sono i partiti e i movimenti politici, perché ormai è in uso trasmigrare sui carri dei vari vincitori o di chi conta di più, intanto sul territorio. E non possono esserlo nemmeno quei gruppi di volenterosi che anche in questa prossima tornata elettorale saranno aggregati per aumentare le truppe e, purtroppo, con l’unico scopo di dimostrare che si hanno numeri importanti per contare ancora di più; oppure, con il solo pericoloso obiettivo di raccogliere consensi che, evidentemente, confermeranno lo stesso risultato che oggi caratterizza la decadenza di quello che fu un “giardino sul mare”, ovvero, una città che oggi è in balia di onde tempestose, e, per essere più realisti, si posiziona inesorabilmente all’ultimo posto di tutte le classifiche italiane».

Spiegano i dipendenti comunali che «il tentativo di coloro che ambiscono a tenere lo scettro del potere, oggi ancora più scellerato per la situazione complessiva in cui versa Vibo Valentia, non è più credibile perché si tratta di una manovra che non è in grado di invertire una tendenza per troppi versi scontata se l’obiettivo è quello solo di garantirsi l’assoluto dominio. Per cui adesso la gente è stanca. Stanca delle solite promesse non mantenute; stanca di rivedere il solito copione messo in opera anche sfacciatamente e senza tanti scrupoli solo per ingrassare le proprie vacche e con l’unico scopo di continuare a garantire una onnipotenza che non può che cozzare con gli interessi comuni di rilancio dello sviluppo e del progresso cittadino. E se è stanca la gente comune e, soprattutto quella per bene - asseriscono i “Dc” -, lo sono pure quei dipendenti comunali che negli anni hanno persino vibratamente protestato nel vano tentativo di sollecitare una più funzionale organizzazione della macchina burocratica, puntando il dito persino contro il condizionamento plateale di qualche partito politico che ha imposto qualche proprio dirigente incompetente nella gestione. Quelle stesse persone ora vogliono cogliere l’occasione per proporsi classe dirigente capace di cambiare il verso delle cose e soprattutto impedire la prepotenza a tutti i costi. Ma non senza il contributo della partecipazione più ampia di chi ha competenze nei vari settori della società, delle professionalità, delle arti e dei mestieri». [Continua dopo la pubblicità]

Pronti a scendere in campo sarebbero «un centinaio di candidati (perché l’obiettivo è realizzare tre liste) a supporto di un candidato alla carica di sindaco scevro da condizionamenti politici, partitici o di semplice potere, espressione proprio di quella esperienza e capacità maturata in tanti anni di servizio, pronto a spendersi per il bene della comunità. Un vibonese pronto a coinvolgere tutti i singoli cittadini nella gestione dell’apparato burocratico per proporre scelte moderne e condivise di più ampio respiro in grado di risollevare le sorti economiche e sociali della città ama davvero. Dei circa 450 pensionati e pensionandi di questi ultimi decenni, già un congruo numero ha dato disponibilità a scendere in campo condividendo con entusiasmo questo progetto. Ora vi è però la necessità di coinvolgere gli ordini professionali, le donne, i giovani e gli imprenditori che credono di poter recitare la propria parte in questo programma in un certo senso “rivoluzionario” e senz’altro provocatorio. Per non lasciare che pochi notabili che già gestiscono il potere in questa città martoriata possano continuare a fare il bello e cattivo tempo senza che i tanti cittadini onesti che intendono ribellarsi possano in qualche modo alzare un muro ed impedire che Vibo Valentia muoia definitivamente».

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