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Dura nota di presidente e componenti: «Ricorsi fantomatici, dichiarazioni di alcuni soggetti deliranti e calunniose, non staremo a guardare»

Politica

Volano gli stracci e si annunciano querele. Non proprio un risveglio dolce quello del Partito democratico all’indomani dello svolgimento delle primarie di domenica. Nella giornata di ieri sono infatti partiti dei ricorsi per presunti brogli volti a fare annullare il voto in alcuni circoli del Vibonese da parte dei rappresentanti di due liste, quella di Maurizio Martina e quella di Nicola Zingaretti (Piazza Grande) che fa capo al presidente della Regione Mario Oliverio. Oggi arriva la dura replica della commissione provinciale per le primarie firmata dal presidente Sergio Rizzo e dai componenti Raffaella Giuliano, Paolo Reitano, Antonio Serrao, Walter Guerrera, Francesco Denisi e Benito Monteleone.

Nell’incipit della lunga nota, le dichiarazioni riportate di «alcuni esponenti del Pd» vengono preliminarmente definite «fuorvianti e tese soprattutto a delegittimare, denigrare ed offendere i volontari e le volontarie del Pd che hanno reso possibile lo svolgimento delle primarie», oltre che «false, tendenziose e prive di qualsivoglia fondamento». «I registri delle operazioni di voto, nonché i verbali dello scrutinio e gli albi degli elettori e delle elettrici - affermano - sono stati consegnati nei modi e nei tempi previsti, fatta eccezione del Comune di Pizzo (che ha consegnato gli atti del voto a pochi minuti dall’inizio della riunione della commissione provinciale per la validazione dei risultati) e del circolo di Francavilla Angitola che non ha provveduto a consegnare gli atti prima della medesima riunione». In secondo luogo viene fatto notare: «Nella serata del 3 marzo e nelle prime ore della nottata i presidenti di seggio hanno provveduto ad inviare una foto dei verbali dello scrutinio via Whatsapp alla commissione provinciale, alla commissione nazionale e alcuni anche a quella regionale come da indicazioni ricevute nella mattinata del 3 marzo via sms dalla commissione nazionale. Gli stessi dati sono stati raccolti e tabulati e messi a disposizione della commissione regionale, del segretario di Federazione di Vibo Valentia e dell’onorevole Viscomi che nella serata del 3 marzo era presente nella sede di Via Argentaria. Allo stesso Viscomi sono state inviate via Whatsapp le foto dei verbali di cui sopra». 

I plichi dello scrutinio, poi, «sono stati consegnati da alcuni circoli nella serata del 3 marzo, da altri nella mattinata del 4 marzo ma si ribadisce sempre nel rispetto della tempistica scandita dalla commissione regionale e nazionale». Ed infine, tutti gli atti «sono depositati in federazione a disposizione della commissione regionale del congresso». Da qui, l’attacco a chi ha presentato «fantomatici esposti o ricorsi tendenti ad annullare le primarie in alcuni comuni della Provincia di Vibo Valentia». Costoro, a dire della commissione, «non solo disconoscono le norme e i termini che hanno caratterizzato lo svolgimento delle primarie ma allo stesso tempo affermano situazioni e circostanze completamente false ed avulse da quella che è la realtà dei fatti». Quanto al dato sulle «firme false e/o tutte uguali» si fa presente che «l’albo degli elettori, contenendo dati sensibili, è soggetto all’espressa autorizzazione da parte dell’elettore alla visione e/o al trattamento dei dati personali e, sempre stando a quanto affermato, se gli stessi elettori non hanno prestato il consenso all’utilizzo mi chiedo come hanno potuto le stesse persone di cui sopra prendere visione degli atti sottoscritti». Pertanto, i firmatari del comunicato ritengono che «quanto sostenuto da alcuni soggetti nelle loro note risulta essere oltremodo offensivo della dignità di ognuno e altresì che le stesse affermazioni sono deliranti e calunniose di una intera collettività che ancora si identifica nei valori del Partito democratico», riservandosi «di adire le vie legali a tutela della propria immagine e dei propri diritti».

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