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Botta e risposta tra l’ex deputato, che si sofferma sulla capacità di allestire un certo numero di liste, e il leader dei Progressisti

Politica

«Quante liste fa Lo Schiavo?». La profondità raggiunta dal pensiero censoriano imbarazzerebbe anche Benedetto Croce. Per misurare la «consistenza» del notaio vibonese in termini elettorali, l’ex deputato attinge al sapere filosofico e a Radio Serra risponde così alla domanda su un eventuale appoggio al già candidato sindaco di Vibo Valentia: «Quante liste fa Lo Schiavo? Di quale consistenza stiamo parlando?». Vabbè, è più matematica che filosofia, è una mera questione di numeri. Lo Schiavo non ha le sei liste già schierate da Stefano Luciano, che è invece il candidato su cui punta il leader del Partito democratico, a quanto pare. A questo punto non resta che attendere l’ultima parola da via Argentaria, che spetta all’altra corrente che si riconosce nelle posizioni di Enzo Romeo, Pino Ceravolo, Teresa Esposito e Antonio Iannello. I quattro componenti del coordinamento cittadino avevano manifestato nei giorni scorsi l’intenzione di dare vita ad un progetto più marcatamente di centrosinistra, puntando - anche se non è mai stato detto esplicitamente - nuovamente su Antonio Lo Schiavo. Lo Schiavo che oggi commenta così lo stop di Censore: «Bisognerebbe avere il coraggio di dire che questo approccio politico così scadente continuerà a far perdere il Pd e tutto il centrosinistra. “Ci vuole sostanza”, sono d’accordo, ma tutt’altro tipo di sostanza...».

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