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Accantonata la speranza del Pd cittadino di ottenere simbolo e unità, si lavora con gli altri movimenti d’area. E spunta una figura che potrebbe rappresentare la sintesi del progetto

Politica

Non può aggrapparsi al simbolo, non può aggrapparsi alla speranza dell’unità che ormai è un’utopia, e per evitare di aggrapparsi al tram si aggrappa alla coerenza. Il Partito democratico di Vibo Valentia, o meglio, il coordinamento cittadino che in questi giorni ha tentato (invano) di costruire un progetto politico di centrosinistra da offrire agli elettori come alternativa agli schieramenti in campo, non si rassegna a sparire senza averci provato. Dopo la rinuncia di Antonio Lo Schiavo a candidarsi per la seconda volta, e dopo essere stati presi in giro dal segretario provinciale Enzo Insardà - questo è ciò che pensano, anche se non lo virgolettano -, i militanti e i dirigenti della città stanno continuando a lavorare per allestire una lista in grado di dire la sua nella prossima competizione elettorale. Un contenitore che esprimerebbe, in termini di ideali e di presenze in lista, uno schieramento di centrosinistra con un programma definito.

Le riunioni si stanno susseguendo per stringere i tempi ed individuare anche la persona in grado di fare sintesi tra il coordinamento cittadino del Pd, il gruppo di Antonio Lo Schiavo e il resto dei partiti e dei movimenti che ruotano più a sinistra. In questo momento le strade porterebbero ad una figura già nota nel panorama politico cittadino, con una buona esperienza malgrado la giovane età. Si tratta di Francesco Colelli, che nel 2015, sostenuto da Sel, sfidò Antonio Lo Schiavo nelle primarie di coalizione, poi vinte da quest’ultimo che però perse contro Elio Costa già al primo turno. A sinistra, oggi, non si fanno grandi illusioni sul risultato finale, ma sta crescendo la convinzione - nel grigiore generale e in uno scacchiere quanto mai frammentato - di poter ottenere comunque un dato dignitoso. In questo contesto si punta ad attrarre il consenso di chi ancora crede nei valori (se non nelle ideologie) e si troverebbe smarrito nell’urna di fronte ad una scheda elettorale da cui è scomparsa la sinistra. Colelli sarebbe il quarto candidato in campo, dopo Domenico Santoro dei 5 Stelle, Stefano Luciano e Maria Limardo del centrodestra. Ma la partita non è ancora chiusa, anche se l’ipotesi di candidare l’attuale priore della Confraternita del Rosario, ad oggi, è la più accreditata

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