Comunali a Vibo, Insardà e Graziano: «Luciano scelga: o noi o i sovranisti» – Video

I dirigenti del Pd a Lamezia Terme per un’assemblea affrontano il nodo delle alleanze: «Non ci sono problemi sul candidato, ma bisogna definire il perimetro della coalizione»

I dirigenti del Pd a Lamezia Terme per un’assemblea affrontano il nodo delle alleanze: «Non ci sono problemi sul candidato, ma bisogna definire il perimetro della coalizione»

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Se sia pretattica per tenere buono il commissario regionale, o se davvero vi è convinzione nelle sue parole, ancora non è chiaro. Chiaro, però, inizia ad essere il messaggio che Enzo Insardà sta continuando a mandare al “suo” candidato a sindaco, Stefano Luciano. Ultimo in ordine di tempo quello lanciato ieri da Lamezia Terme, dove il Pd era riunito, insieme a Stefano Graziano, per discutere di elezioni europee ed inevitabilmente anche del caso Vibo. Ai microfoni di Tiziana Bagnato, a LaCnews24 entrambi i dirigenti hanno spiegato la loro posizione. Entrambi puntano a circoscrivere la coalizione in un recinto ristretto, in cui non c’è spazio per i “famigerati” sovranisti, che altri non sono, come arcinoto, che gli esponenti della destra cittadina che da Franco Bevilacqua arriva a Salvatore Bulzomì e Mimmo Arena, passando per Nicola D’Agostino, Pino Scianò, Maddalena Basile, Pietro Comito.

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Per Graziano «non c’è un caso Vibo e la linea del Pd è chiara. Si può discutere sul sostegno a Luciano come candidato a sindaco ma senza sovranisti. Il “tema” non è il candidato ma il perimetro della coalizione». Mentre Insardà è addirittura più pressante: «Luciano dovrà in queste ore scegliere se vuole essere il nostro nominativo su cui puntare. Noi siamo chiari. Siamo alternativi al movimento sovranista quindi ovviamente non ci possiamo schierare con realtà del genere. Luciano ha fatto una dichiarazione che si avvicinava molto alle nostre posizioni ma vogliamo che ribadisca bene il concetto di coalizione». Infine anche una battuta su Mario Oliverio e le primarie: «Un passo alla volta – dice Graziano – ora ci occupiamo della europee». E del caso Vibo, che è un caso eccome…

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