Caos Pd, Ceravolo: «Basta prove muscolari, si torni nel perimetro del centrosinistra»

Il coordinatore del tavolo cittadino per le Comunali di Vibo richiama il partito all’osservanza della linea indicata dal commissario regionale e invoca l’unità delle forze progressiste: «No ai cartelli elettorali»

Il coordinatore del tavolo cittadino per le Comunali di Vibo richiama il partito all’osservanza della linea indicata dal commissario regionale e invoca l’unità delle forze progressiste: «No ai cartelli elettorali»

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La sede del Pd a Vibo
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«La decisa linea indicata dal commissario circa le possibilità e i limiti dell’azione politica del Pd dopo le azioni di portare il Pd al di fuori del suo naturale perimetro progressista e di centrosinistra, impone ad ognuno di noi una profonda riflessione sulle ragioni che devono tenere insieme le varie sensibilità che nel partito hanno tutte pieno diritto di cittadinanza». Pino Ceravolo, membro del coordinamento cittadino del Pd per le Comunali di Vibo Valentia, interviene nuovamente nell’animato dibattito che in queste ore agita il partito vibonese alle prese con il travagliato posizionamento in vista dell’appuntamento con le urne. Dopo la lettera sottoscritta da circa 90 “iscritti” dem, con la quale si rinnova la fiducia al segretario provinciale Enzo Insardà e lo si invita a proseguire nel solco del sostegno alla candidatura di Stefano Luciano, Ceravolo ricorda il netto “stop” giunto dal commissario regionale Stefano Graziano rispetto all’uso del simbolo in alleanze “innaturali” con forze politicamente distanti e invita a ritrovare la “retta via” del centrosinistra.   

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«In questo momento particolare, delicato e denso di incognite – argomenta Ceravolo -, più è alta la rappresentanza, maggiore deve essere la responsabilità. Questa è la richiesta che proviene da tutti gli ambienti e attraversa la città e il Pd; questa, secondo me, deve essere la risposta di una classe dirigente capace di affrontare una grande opera di ricostruzione e di rigenerazione amministrativa e politica che deve seppellire ogni divisione per ritrovarsi in un patto condiviso con spirito aperto e senza pregiudizi. Le prove muscolari – rimarca – evidenziano solo la carenza di iniziativa politica e la subordinazione del progetto Pd a logiche che non ci appartengono. All’interno del Pd si è discusso con forze progressiste, di sinistra, movimenti e associazioni che hanno condiviso la proposta di partire dal Pd per andare oltre il Pd e ricostruire alleanze  in forte discontinuità con la negativa gestione della destra. Questo comportamento è stato seguito anche dal coordinamento cittadino secondo la linea stabilita dal commissario e, dopo il necessario confronto, ha indicato un candidato che rispondeva ai requisiti di collocazione politica coerente nel campo largo del centrosinistra dando mandato al segretario di eseguire la volontà del partito espressa unanimemente. Si è operato purtroppo – aggiunge – in modo difforme vanificando alleanze e convergenze; si è rimessa in discussione la linea del partito, praticandone una diversa e fuori dal partito». In conclusione, per Ceravolo, «Dobbiamo ora promuovere incontri aperti e rispettosi per riannodare fili spezzati, e ricostruire quel che si è affievolito o disperso mettendo insieme le nostre idee per una città ferita da troppe situazioni di disagio familiare, esistenziale, culturale ed economico. Dobbiamo ripartire dalle urgenze e dalle ragioni dello stare insieme con le nostre idee di centrosinistra e le forze sociali disponibili ad ogni utile apporto per svelenire la vita della nostra città colta, aperta e gentile; con la nostra gente con la quale vogliamo condividere speranze e proposte per convincere e  appassionare. Dobbiamo bandire tentazioni di cartelli elettorali e costruire una coalizione di centrosinistra e realizzare un programma di centrosinistra. Nello spirito di quanto ha dichiarato il segretario nazionale, la parola d’ordine è “Unità delle forze progressiste“».  

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