Pd, il commissario regionale “stronca” i censoriani: niente simbolo

Stefano Graziano ridimensiona le velleità della direzione provinciale per le elezioni comunali: «Non ci affiancheremo mai a Vibo a chi, come i Sovranisti, ha valori opposti ai nostri. Sono scelte politicamente insostenibili»

Stefano Graziano ridimensiona le velleità della direzione provinciale per le elezioni comunali: «Non ci affiancheremo mai a Vibo a chi, come i Sovranisti, ha valori opposti ai nostri. Sono scelte politicamente insostenibili»

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Brusco stop alle aspirazioni della direzione provinciale del Partito democratico, che ieri sera aveva deliberato di correre al fianco di Stefano Luciano per le elezioni comunali del capoluogo del 26 maggio con una propria lista con tanto di simbolo ufficiale. Ed è proprio sul simbolo, fra l’altro, che arriva lo stop. Ed è uno stop che conta, quello del commissario regionale del Pd Stefano Graziano. «Il Partito democratico – spiega all’Agi Graziano – è radicalmente alternativo ai Sovranisti. A Vibo Valentia non ci sarà alcuna lista con il nostro simbolo in coalizione con chi ha valori totalmente incompatibili con i nostri valori fondativi. È una fase molto delicata – aggiunge – per il rilancio del nostro partito e non possiamo permettere che sia minata da scelte politicamente insostenibili. Gli elettori ci chiedono sempre più di essere chiari e coerenti. Il nostro obiettivo deve essere la costruzione di un centrosinistra ampio e plurale, aperto all’apporto di espressioni civiche, non certo correre alle amministrative con pezzi di centrodestra contro cui in contemporanea faremo una dura campagna elettorale per le elezioni europee».

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Una sconfessione bella e buona, dunque, ai messaggi di giubilo che appena qualche ora prima il segretario provinciale Enzo Insardà aveva spedito ai giornali, in cui rivendicava il fatto che la lista del Pd sarebbe stata l’unica col simbolo dell’intera coalizione che sostiene Stefano Luciano. Una novità – la presa di posizione di Stefano Graziano – che “sconfessa” di fatto i propositi del consigliere regionale, Michele Mirabello, e dell’ex deputato Bruno Censore di allearsi con Stefano Luciano e potrebbe a questo punto anche “ringalluzzire” il coordinamento cittadino, il quale pure ambiva ad ottenere il proprio simbolo ma da sfoggiare in uno schieramento di puro centrosinistra e senza pezzi di centrodestra. La “partita”, dunque, è più aperta che mai, con i colpi di scena che continuano a susseguirsi e potrebbero non essere finiti qui.

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