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Stretta di mano in via Argentaria per superare anni di «tradimenti» e «tamarrate». Immaginiamo che il dialogo sia stato questo...

La stretta di mano riconciliatrice
Politica

Si narra che Brunello avesse attaccato un manifesto con la faccia di Michele al portone di via Argentaria. Su quel manifesto la scritta: io qui non posso entrare. Perché Michele, che il bisturi lo usa solo in sala operatoria, quando si tratta di attaccare qualche avversario politico tira fuori la mannaia. Si narra che Michele avesse un sacco di difetti, come tutti d’altronde. Ma le cose le spiattellava in faccia, o a mezzo stampa. Per Michele, Brunello era un «rozzo». Per Brunello, Michele era un traditore. Insomma, gli ingredienti per un duello rusticano - con le armi della parola per carità, ma pur sempre taglienti - c’erano tutti. Ed invece ieri sera è scoppiato l’amore in via Argentaria. Così, i due acerrimi nemici sono diventati ex nemici. Hanno sotterrato il fucile e la pistola. E forse hanno sotterrato anche un po’ la memoria. Tra Michele (Soriano) e Brunello (Censore) regna di nuovo la pace, suggellata da una stretta di mano e da un sorrisone grande grande davanti ai cellulari che scattano. Si saranno detti, i due ex nemici: scordamoce ‘o passato. Immaginiamo che il dialogo - quello che segue è pura fantasia - sarà andato grosso modo così. 

Michele gli avrà sussurrato: ti ricordi, Brunello, quando dicevo che eri un tamarro della Serra, quando dicevo che ti sei mangiato il partito, quando dicevo che facevi i soliti imbrogli con le tessere e le primarie? Beh, scherzavo! E Brunello gli avrà contro-sussurrato: ti ricordi, Michele, quando dicevo che tu in questa stanza non ci saresti più entrato, quando ti dicevo che attaccavi pure i manifesti per Wanda Ferro e Peppe Mangialavori alle elezioni politiche, quando eri un Caino? Ebbene, scherzavo pure io! Amici come prima? No, più di prima! E allora sai che facciamo (si saranno detti, ndr): facciamo che, dato che il 2019 ci regala un sacco di elezioni, ci aggiustiamo così: tu, caro Brunello, dammi una mano a riprendermi il Pd di Vibo, tanto non lo vedi che non è rimasto più nessuno? C’è Stefano, il guaglione mio, che mo’ si candida nella vostra lista con Luciano, che è stato un bravo dirigente, ha organizzato Feste dell’Unità, almeno finché c’era lui non era ancora scappato nessuno. E già che ci sei, Brunello, digli a Micheluzzo Mirabello di mettere una buona parola all’Asp, o parlaci tu direttamente, vedete voi, che magari c’è carenza di personale e io conosco qualcuno che può rendersi utile. Che io sai che faccio? Vi do una mano più avanti, che ancora qualche amico che mi vota ce l’ho. Alle regionali vi aiuto io. [Continua dopo la pubblicità]

Può essere pure che la proposta sia venuta da Brunello Censore, non si sa. D’altronde stiamo parlando di un dialogo di fantasia. È tornata la pace, è tornato l’amore. Finalmente facce nuove per il corso nuovo del Pd. Ah no? Stesse facce? E pazienza. Il Pd è morto, lunga vita al Pd!

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