Mileto, il ricorso di Gianfranco Mesiano e le prescrizioni della Prefettura

Nelle disposizioni in merito agli adempimenti sulle candidature, l’Ufficio elettorale provinciale raccomandava ai Comuni di “comparare attentamente le generalità dei candidati” onde evitare “gravissimi inconvenienti”

Nelle disposizioni in merito agli adempimenti sulle candidature, l’Ufficio elettorale provinciale raccomandava ai Comuni di “comparare attentamente le generalità dei candidati” onde evitare “gravissimi inconvenienti”

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Il primo consiglio comunale dell'era Giordano
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Fermo restando che toccherà al Tribunale amministrativo regionale di Catanzaro stabilire se ci siano i presupposti per invalidare o meno le elezioni comunali svoltasi a Mileto lo scorso 26 maggio, così come richiesto nel suo ricorso dal capogruppo di “Ripartiamo insieme” Gianfranco Mesiano, è indubbio che qualcosa nella macchina elettorale non ha funzionato a dovere. Il capogruppo di “Ripartiamo insieme” ha perso le elezioni con 95 voti di scarto sull’attuale sindaco Salvatore Fortunato Giordano. Alla base della sua richiesta di annullamento dell’atto di proclamazione degli eletti, vi è l’errore di trascrizione sulle schede elettorali del nome di Gianfranco Mesiano, divenuto nell’occasione “Gianfranco Vincenzo Mesiano”. Al riguardo, facendo un breve viaggio a ritroso, ci si accorge che l’Ufficio elettorale provinciale della Prefettura, il 30 aprile – cinque giorni dopo la presentazione delle liste – aveva inviato una missiva ai Comuni interessati, dando “disposizioni in merito agli adempimenti relativi ai manifesti recanti le candidature”, anche al fine di evitare errori del genere. Tra le altre cose, nella lettera si suggeriva “di collazionare (comparare, ndr) attentamente le generalità dei candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale riprodotte nelle decisioni della competente commissione o sottocommissione elettorale circondariale, con la copia delle analoghe liste che il segretario comunale avrà cura di fare al momento della presentazione delle liste stesse, allo scopo di evitare eventuali errori materiali di trascrizione delle generalità dei candidati. Ove si dovessero riscontrare discordanze nelle generalità – si aggiungeva – bisognerà prendere immediati contatti con il presidente della commissione, o sottocommissione, elettorale circondariale per le eventuali rettifiche da apportare con formali provvedimenti scritti da acquisire agli atti del Comune e che bisognerà comunicare a vista a questo Ufficio (al fine dell’esatta stampa della relativa scheda elettorale)”. Al riguardo, nello stesso scritto si evidenziava, poi, “che l’indicazione errata delle generalità dei candidati nei manifesti in parola può dar luogo a gravissimi inconvenienti ai fini del regolare svolgimento delle elezioni comunali”.  Se l’errore di trascrizione registratosi a Mileto sia stato talmente grave da richiedere l’annullamento della proclamazione degli eletti e, conseguentemente, l’invalidamento della tornata, come detto toccherà adesso ai giudici dell’apposita sezione del Tar stabilirlo. L’udienza per la discussione del ricorso è stata fissata per il prossimo 15 ottobre, e a quel punto se ne saprà di più.

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