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Dopo la bocciatura del rendiconto di gestione e le dimissioni della maggioranza dei consiglieri, la Lista Campana punta il dito contro il sindaco Silvaggio: «Ha paralizzato l’Amministrazione»  

Il Comune di Maierato
Politica

«Un’esperienza fallimentare sotto tutti i punti di vista che ha fatto precipitare la nostra comunità in un baratro sociale, economico e culturale senza precedenti. Un mandato amministrativo caratterizzato da un sindaco senza presenza che ha delegato a qualche facente funzioni le più nobili responsabilità che derivano dall’elezione diretta a capo di una comunità e che è riuscito a frantumare, con i suoi assurdi comportamenti, la sua stessa maggioranza che lo aveva sostenuto in quella competizione elettorale, arrivando a tradire la fiducia e le scelte dei suoi stessi elettori». È questo il giudizio, impietoso, del gruppo consiliare Maierato democratica-Lista Campana all’indomani delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali che ha determinato di fatto la fine dell’esperienza amministrativa del sindaco Danilo Silvaggio. «Il nostro scetticismo sulla bontà di tale scelta - hanno dichiarato l’ex sindaco Sergio Rizzo, Francesco Barbieri e Domenico Liberto - lo avevamo manifestato già da tempo e per il bene del nostro paese abbiamo deciso, in modo responsabile e contestualmente ai tre consiglieri comunali del gruppo impegno per Maierato, di porre fine a questa agonia che si stava prolungando ormai da mesi. Un’amministrazione completamente paralizzata per il capriccio di un sindaco incapace di gestire la cosa pubblica e di qualche responsabile adagiato e piegato alle logiche di ripicca personale che qualche irresponsabile continuava a mettere in scena badando bene dal rimanere lontano dalle reali responsabilità amministrative. Tre anni - affermano ancora i consiglieri di minoranza - caratterizzati sostanzialmente da uno spettacolo che ha superato la nullità e che è stato messo in scena da attori non protagonisti e sceneggiatori dietro le quinte che hanno fallito nei miseri intenti che si erano prefissati. Uno spettacolo per molti versi già visto basato su pochi punti cardine: “La colpa è sempre degli altri” e “utilizzare le persone per i propri fini più o meno nobili per poi buttare via l’acqua sporca e il bambino”».  

Per Rizzo, Barbieri e Liberto «i proclami, le accuse e le calunnie che in tutto questo tempo sono state costruite ad arte nel tentativo di demonizzare l’altro, oggi lasciano il posto ad una amara verità: in tre anni questo sindaco con i suoi fidati scudieri ed i suoi esperti suggeritori hanno distrutto un paese intero sotto tutti i punti di vista. Vogliamo ricordare solo alcuni esempi che abbiamo già denunciato nei mesi passati: strade esterne abbandonate e senza la benché minima manutenzione da tre anni; aumento illegittimo della tariffa dell’acqua, della fognatura e della depurazione; blocco di alcuni conto correnti di ignari utenti e pensionati; migliaia di euro da rimborsare alla Bcc del Vibonese per permessi retribuiti di un sindaco che il più delle volte i cittadini non riuscivano neanche a vedere; ripicche, soprusi ed “epurazioni” con la sola regola del “...o con me o contro di me; servizi ai cittadini ridotti a meno di zero; ppere pubbliche realizzate dalle precedenti amministrazioni lasciati in completo stato di abbandono; autorizzazioni ad associazioni per manifestazioni e concessioni di occupazione suolo pubblico. Potremmo continuare ancora con questo elenco - aggiungono dal gruppo Maierato democratica - ma crediamo che il degrado sociale e amministrativo cui questo soggetto con i suoi fedeli consigliori ha condotto il nostro paese è ormai sotto gli occhi di tutti perché il “Velo di Maya” è stato sollevato finalmente. La politica dell’odio e delle angherie ci auguriamo che sia finita per sempre per Maierato e per i maieratani e che certi soggetti animati da questi istinti si rendano finalmente conto di quella che è la reale situazione nel nostro paese». 

Quindi, in chiusura, la precisazione, «questi sono stati i motivi a sostegno della nostra scelta di chiudere questa esperienza: nessun inciucio e nessun accordo sottobanco con chicchessia ma soltanto la voglia di ridare al nostro paese la dignità che merita in tutti i sensi. Adesso la parola “fine” è stata scritta alla storia amministrativa più degradata che Maierato ha vissuto dal dopoguerra in poi e che (forse) riesce a competere per certi versi solo con qualche altra esperienza di omonima marcatura». 

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