mercoledì,Maggio 12 2021

Sforato di nuovo il patto di stabilità, la Provincia multata dal Viminale

C’È anche l’Amministrazione provinciale di Vibo Valentia tra le 14 province e le 2 città metropolitane multate dal Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del ministero dell’Interno per aver sforato il patto di stabilità relativo all’anno 2014.

Sforato di nuovo il patto di stabilità, la Provincia multata dal Viminale

Una sanzione, quella comminata alla provincia vibonese, dell’importo di 92mila euro, che punisce il mancato conseguimento dei parametri stabiliti dalla legge proprio per l’anno che doveva segnare il rilancio dell’ente intermedio (dopo la dichiarazione di dissesto finanziario e la fase commissariale) e a cavallo dell’applicazione della legge di riordino che, tra le altre cose, ha posto alla sua guida una rappresentanza di amministratori locali.

Non la prima sanzione, peraltro, comminata dal Viminale alla Provincia vibonese in materia finanziaria. Risale infatti allo scorso mese di marzo un’ammenda ben più consistente, di circa 1,2 milioni di euro, sempre per aver sforato il patto di stabilità interno nell’anno 2010.

Ora la nuova tegola, sebbene di importo nettamente inferiore e già in qualche modo preventivata dagli uffici provinciali, che, come la precedente, comporterà un mancato trasferimento di risorse da parte dello Stato, per l’importo equivalente, a titolo di fondo sperimentale di riequilibrio.

Vibo è tuttavia in buona compagnia, con altre 13 province e le città metropolitane di Milano e Torino. Ed è proprio l’Ente del capoluogo piemontese quello che dovrà scontare il conto più salato, visto che la sanzione elevata dal ministero dell’Interno equivale in questo caso a 3,6 milioni di euro. Qualcosa in più di Milano che non si vedrà corrispondere 2,3 milioni, mentre Catania dovrà dire addio a 2 milioni di euro di trasferimenti erariali, Bergamo a poco meno (1,99 milioni) e Siracusa se la “caverà” rinunciando a 995mila euro.

Più contenute le sanzioni per le altre province ree di non aver rispettato le direttive contabili: 682mila euro per Chieti, 655mila euro per Ascoli Piceno, 622mila euro per Salerno, 520mila per Varese, 321mila euro per Savona, 307mila euro per Brindisi, 256mila per Massa Carrara, 216mila euro per Biella, 169mila euro per Verbano-Cusio-Ossola. Per una volta è Vibo Valentia a “giovare” di un basso piazzamento in classifica, attestandosi la sanzione indirizzata alla Provincia calabrese a 92mila euro: l’importo più basso, se si esclude la multa comminata a Medio Campidano che si vedrà detratti appena 6mila euro.

«La sanzione – si legge per l’appunto nel decreto ministeriale vergato dal Direttore centrale della Finanza locale del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Viminale – comporta per le province e le città metropolitane la riduzione delle risorse spettanti per l’anno 2015, a titolo di fondo sperimentale di riequilibrio, e per le province della Regione Siciliana e della Regione Sardegna, a titolo di trasferimenti erariali. In caso di insufficienza di risorse per operare la riduzione, gli enti sono tenuti a versare la somma residua entro il 31 dicembre 2015».

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