martedì,Giugno 28 2022

Consiglio regionale, Lo Schiavo si dimette dalla vicepresidenza della Commissione di vigilanza

Il consigliere vibonese in aperta polemica con il presidente dell'organo, Francesco Afflitto: «Vota a favore della maggioranza, come può garantire le opposizioni?»

Consiglio regionale, Lo Schiavo si dimette dalla vicepresidenza della Commissione di vigilanza
Un intervento di Lo Schiavo in Consiglio regionale

Il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo annuncia le sue dimissioni dal ruolo di vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza. Una decisione «irrevocabile» dopo quanto accaduto nell’ultima seduta della massima assise regionale.
«Si può ancora considerare garante delle istanze dell’opposizione un consigliere regionale che, dai banchi della minoranza, voti a favore di una legge di estrema rilevanza politica di iniziativa della Giunta regionale? Un consigliere – dichiara in una nota Lo Schiavo – che, in virtù del suo concomitante incarico di presidente della Commissione speciale di vigilanza, sarebbe chiamato, appunto, ad un ruolo di garanzia delle opposizioni e a controbilanciare l’azione politica di quella stessa maggioranza che invece sostiene con il proprio voto. A mio avviso evidentemente no. E quanto successo nel corso dell’ultima seduta di Consiglio regionale, quando il presidente della Commissione di vigilanza Francesco Afflitto – in splendida solitudine tra i consiglieri d’opposizione – ha votato a favore della legge che istituisce la Multiutility su acqua e rifiuti, costituisce un serio vulnus politico che tutte le forze d’opposizione, compresa la sua, hanno il dovere di affrontare». [Continua in basso]

«Per quanto mi riguarda – spiega il consigliere regionale vibonese – , in coerenza con quanto già dichiarato in aula proprio a margine del voto sulla legge di riordino dei servizi pubblici locali dell’ambiente, protocollerò, ancor prima del Consiglio regionale di domani, martedì 3 maggio, le mie dimissioni irrevocabili dall’incarico di vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza. La scelta si rende inevitabile proprio alla luce dell’atteggiamento assunto da un presidente che, con estrema ambiguità politica, anziché farsi portavoce delle opposizioni ha offerto una stampella al centrodestra di cui, peraltro, in quella circostanza, la maggioranza non aveva alcuna necessità, palesando quindi chiaramente un’adesione di natura prettamente politica all’azione del presidente Occhiuto e della sua Giunta. Al contempo – conclude -, esorto tutte le forze d’opposizione a considerare l’opportunità che il consigliere continui a ricoprire un incarico così importante e strategico ottenuto proprio sulla base del mandato fiduciario della minoranza, ad eccezione del gruppo “de Magistris presidente”».

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